Rivista "Ο ζήλος - lo Zelo"

Una predica particolare

Ad un fedele turbato

Oggi Cristo disse ai suoi discepoli che il suo tempo era prossimo alla sua crocifissione e alla tortura.  I discepoli non lo capirono, i discepoli, pescatori divenuti pescatori di uomini. Non lo capirono come talvolta non capiamo noi. Ci si spiega, si cerca di chiarire ogni singolo passaggio ma non si capisce. Si da tutto sulla parte esteriore, si pretende che tutto ci venga servito come se fossimo in un ristorante. Serviti con un vassoio. Vogliamo delle prove, vogliamo dei segni. Da Dio e dai ministri come se pretendessimo ciò e se ci fosse dovuto. Ricordiamoci di come a quel tempo c’erano persone che scacciavano i demoni.  Badate bene, non erano discepoli di Cristo ma per la loro fede erano capaci di cacciare i demoni. Di aiutare il prossimo quindi e di aiutare il prossimo adempiendo un compito così difficile e gravoso. Parliamo e soffermiamoci su questi due punti. Nel gregge e coloro che non sono nel gregge. Cosa disse Nostro Signore Gesù Cristo a costoro che scacciavano i demoni in nome suo. Ebbene i discepoli erano gelosi di ciò e ne chiesero ragioni. Cristo rispose coloro che sono con noi non sono contro di noi. Ebbene se si è con Cristo lo si è sempre. Questo perché ricordiamoci non si possono servire due padroni. Non si può! Dobbiamo quindi chiarire le nostre vite e capire da che parte stare. Quando si decide il cammino da compiere bisogna capire ciò e tenere presente questo cammino. Non dobbiamo pensare che siamo quindi cristiani ortodossi per metà. Lo siamo per intero e non come è stato scritto di recente cristiani ortodossi per  metà. Il Battesimo ci ha reso tali e come tali dobbiamo essere per intero. Abbandonando quindi ciò che è parte della vulgata del mondo. Si può confessarsi e parlare di ciò che ci accade. Però tenete presente e ricordate quante grazie compie Dio ogni giorno. Tante. Quante ne compiamo noi, poche. Ebbene ogni qualvolta cerchiamo qualcosa e andiamo in Chiesa e piangiamo affinchè Dio ci doni qualcosa allora preghiamo, poi ce ne dimentichiamo. Magari gli diamo un calcio in culo….. quante volte sosteniamo che in fondo siamo buoni e non facciamo niente di male e che quindi ci meritiamo un aiuto di Dio.  Costoro che pretendono e che si credono buoni non sono persone trasfigurate in Cristo. Non lo sono, sono figli e testimoni di un’altra religione e di un’altra fede non della nostra. Cristo ha avuto e ha incontrato 10 lebbrosi e li ha guariti. Quando uno riceve la grazia di Dio rende grazie. Come in quel caso uno rese grazie gli altri no. Insomma viste le proporzioni è come adesso e le proporzioni sono rispettate. Oltre a ciò gli altri nove oggi tornerebbero indietro e diremmo anche: Dio tu me lo dovevi”. Dio fa solo il dovere, quindi deve fare ciò che sta bene ad ognuno di noi. No non è Dio siamo noi che dobbiamo muoverci per stare bene. Non è dovuto da Dio. Terza considerazione. Quando riceviamo un aiuto che ci pare buono ci dimentichiamo di Dio. Ci vantiamo delle nostre preghiere e di ciò che abbiamo compiuto come orthoprassi. Magari ci lamentiamo pure qualora preghiamo e non otteniamo nulla. Dobbiamo pregare ricordiamo bene ogni singola parte della preghiera e restiamo concentrati su ciò non giudichiamo ciò che dobbiamo compiere. Non lamentiamoci degli sforzi che ci vengono chiesti dal padre spirituale anche se ci venga chiesto ciò che appare come tanto. In quanto ricordiamo dobbiamo pregare incessantemente. Se preghiamo sempre in ogni momento il diavolo non ci disturberà. Siamo noi che decidiamo di lasciare spazio al diavolo. Entrando ci andranno male le nostre opere e alla fine moriremo. Moriremo eternamente, non fisicamente ma prendendo la nostra anima allora moriremo spiritualmente. In quanto il diavolo è furbo e ci uccide interiormente. Avete osservato sicuramente tante persone che in Chiesa e nel mondo sono amorfe, insipide. Non portano nulla al popolo dei fedeli. Ebbene  Nostro Signore Gesù Cristo desidera che seguiamo Lui e abbandoniamo noi stessi ovvero la proiezione del nostro ego. Colui che è più grande diventi più piccolo, colui che è più piccolo diventi più grande. Non era il Cristo che doveva umiliarsi, incarnandosi in un corpo di carne era già umile. Per una semplice ragione era rivestito di un corpo di fetida carne umana. Cristo è divenuto umile ancora lavando i piedi degli apostoli ma non per mostra umiltà come ho già detto era già umile. Non ci salviamo in quanto parte di una chiesa come la nostra. Non è detto che la denominazione di cui fai parte ti porti alla salvezza. No. Puoi essere di un patriarcato o di un altro. Cristo era ebreo, calmiamoci quindi e vedere che siamo fratelli in Cristo. Ognuno con le proprie differenze. Ognuno è fratello dello stesso Cristo, il quale non tiene conto di ogni differenza etnica ma della nostra fede. Nostro Signore Gesù Cristo è venuto per ogni etnia anche per gli ebrei e gli arabi. Ma se ni non vogliamo veramente camminare nella strada di Cristo allora è una scelta nostra e non di Dio. Dio ha già lasciato il suo umile figlio per noi. A Noi serve solo Fede, speranza, preghiera e amore. Non importa in che ingua si svolga la liturgia possiamo anche celebrarla in cinese. Non importa in altare si compie il sacrificio incruente del versamento dello Spirito Santo che tramuta in corpo e sangue di Cristo il pane ed il vino. Chiunque pensi che questa partecipazione sia meno importante dal momento in cui non capisce la lingua….. mi spiace ammetterlo ma si sbaglia ed è completamente fuori strada. La Divina Liturgia si può celebrare anche senza lingua pensate che in Romania si celebra anche per i sordomuti, senza voce, pensate. Si celebra misticamente. C’è anche il coro dei sordomuti, i quali cantano con un solo gesto. E’ una Liturgia che ha un profondo chiarore mistico, un silenzio che Dio ama. E Costoro ricevono il Corpo di Cristo in Silenzio e Dio ascolta e ama tutto ciò. Tornate in voi fratelli, se non c’è sofferenza non c’è salvezza fratelli. Adesso qualcuno sosterrà che sono cattolico. Gregorio Magno latino ha detto che è importante la sofferenza per imparare a rivolgerci a Dio nel modo giusto. Ho conosciuto persone e donne che si lamentano per  il fatto che hanno pochi soldi in tasca. Si lamenta di non avere soldi, bene ma se si compie qualcosa per la Chiesa lo si fa per Dio e non per i ministri. Lo fai per te, lo fai per Cristo. Tutto ciò ti verrà donato indietro in quanto nessuno è debitore per Cristo. Cristo è riconoscente. Qui in questa Chiesa alcune fedeli portano i fiori, non lo fanno per me ma per Dio. Dobbiamo imparare a portare alla Chiesa i nostri carismi e le nostre migliori capacità. Senza aspettarci come ricompensa doni materiali quali medagliette, croci o croci pettorali. Se noi doniamo del tempo a Dio e lo doniamo con il cuore allora qual tempo viene calcolato da Dio e allora ci verrà donato un corrispettivo uguale. Non deve essere un obbligo per noi e dobbiamo essere nella condizione di donare in modo incondizionato. Allora verremo ripagati. Nostro Signore Gesù Cristo morto in croce per  i nostri peccati non ha mai detto e tantomeno sostenuto che noi gli dobbiamo qualcosa. Mai. Una donna ha lavato i piedi di Cristo con la mirra. Giuda Iscariota disse che era uno spreco. Non fu uno spreco era un dono, non era il tempo per donare ancora qualcosa ai poveri ma a Cristo. Non si sarebbero guadagnati soldi vendendo quella mirra. Non era dovuto quel gesto, era un gesto semplice e di devozione. Questo gesto… disse questo è fatto per il mio funerale, disse Cristo. Ogni volta che Cristo ci da qualcosa ringraziamo. Ogni volta che facciamo qualcosa per Egli, lui ringrazia per Egli è la grazia. Vi invito quindi a fare questo sacrificio di devozione. Ricordiamo questa notte di Cristo, di come colui non ha chiesto niente ma ha visto il dono della mirra di Maria di Magdala e ha detto grazie. Cristo stesso ha salvato Maria di Magdala liberandola da sette demoni. Una vera legione, sette legioni. E’ stata guarita dalla possessione grazie anche a questo gesto. Tutto ciò che noi facciamo in Cristo e per Cristo per il prossimo e per il prossimo regno. Tutto ciò che noi facciamo così ci porterà a vivere la vita eterna con lui e ci accarezzerà e tutte le nostre sofferenze patite su questa terra……. Ebbene saranno dimenticate perdute e allora vivremo con lui e assieme a lui la vita eterna. Vi invito questa notte a pensare a Cristo e a questo sacrificio di grazia. Tutto questo sarà quindi un uovo inizio vi invito ancora a pensare a tutto ciò.

Che il nostro Signore Gesù Cristo vi benedica nei secoli dei secoli.

Amen

 

Omelia 17/10/2017 Padre Petru

Nel Nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo, oggi parliamo del Vangelo nel quale Nostro Signore Gesù Cristo ci invita a seguirlo. Nostro Signore Gesù Cristo ci insegna che se ognuno di noi vuole seguirlo può. Ma deve abbandonare ciò che è parte della propria sfera mentale. Poniamoci queste domande, a Nostro Signore Gesù Cristo piacerebbe se io tradissi la moglie? Oppure ci inviterebbe mai ad andare a rubare? A Nostro Signore Gesù Cristo piace sapere che nutriamo sentimenti di gelosia nei confronti del proprio caro? Noi non possiamo essere cristiani solo in Chiesa. Altrimenti siamo cristiani solo di facciata. Diventiamo nulla, alla nostra morte diventiamo nulla. Siamo annientati. Cristiani, come deve essere un cristiano quindi. Rinunciare se stesso. Ciò significa  che Cristo vive in me e non il nostro ego. Prendere la sua croce significa accettare ciò che Dio ci da nella sua via verso la salvezza. Se siamo cristiani, ovvero se abbiamo la fede ovvero il credere in ciò che non si vede come ci ricorda San Tommaso. Satana adesso ci da qualcosa ma ci prende molto, troppo. Ovvero la nostra anima. Stiamo attenti, quando il pensiero non è verso Dio è verso altro. Ovvero verso Satana. Chiediamoci quindi se il nostro pensiero è parte del percorso verso Dio oppure no. E’ molto facile cadere nella via di Satana  perchè  gli uomini sono manipolabili e volubili. Oggi essendo noi nei tempi della fine il Diavolo viene glorificato dalle nostre bugie e dalla nostra cattiveria.Il diavolo è stupito dalla cattiveria degli uomini, scioccato in un certo senso.  Andiamo avanti, chiunque si vergognerà di Cristo avrà il medesimo trattamento e verrà dimenticato. In che modo accade questo? Non ci facciamo il segno della croce…. Non è di moda….. non portiamo la croce al collo…. Non è di moda…… togliamo le immagini con la croce…… non è di moda….. rinunciamo a questo perché non è di moda….. questo significa rinunciare a Cristo e alla sua croce.  Se ci dimentichiamo della croce ci dimentichiamo di Cristo. Se rendiamo la croce come un oggetto e non le diamo il senso spirituale centrale della nostra vita allora ci vergogniamo di Cristo. Se siamo devoti alla croce e se accettiamo di portare la nostra croce il diavolo non è in grado di attaccarci. Su Facebook , recentemente è apparsa la storia di un prete ortodosso egiziano. Padre Mina, padre sposato di 8 figli. Un giorno testimoniò la sua fede esprimendo l’importanza simbologica e teologica della croce. Il giorno dopo la divina Liturgia arrivarono dei musulmani ( animali) e ammazzarono 7 dei suoi figli. Cosa facevano questi animali, spellavano i bambini. Questo accadeva dopo un vile trattamento di ustione con acqua bollente, esattamente ciò che si fa con le patate. Pensate al dolore di questo padre, una spada trafiggeva il suo cuore. Nonostante ciò i bambini non hanno abiurato il Cristo. Sorridevano andando incontro alla morte non rinnegando la loro fede. Fatto ancora più barbaro hanno costretto il padre a guardare con gli occhi aperti la morte dei propri figli. Nonostante ciò non ha abiurato la  propria fede. Ricordiamo questo tremendo episodio a tutti coloro i quali come la papessa argentina di Roma ci insegnano che il corano sia uguale alla Sacra Bibbia. Ricordiamoci come nel corano ci siano disposizioni su come trattare gli infedeli e spartirsi il bottino dei furti. Ebbene tornando a quanto espresso prima Nostro Signore Gesù Cristo sarebbe contento e approverebbe un nostro furto magari ai danni dei musulmani? Ebbene tornando al Padre Mina costui ha pregato Nostro Signore Gesù Cristo affinchè potessero cessare le sofferenze dei propri figli e nel contempo che non perdessero la propria fede. Io non so cosa avrei compiuto in tale situazione, nonostante ciò prego. Vivendo una situazione di tale gravità io possa essere amante della croce che Cristo mi ha chiesto di portare come nel caso di Padre Mina. Se non testimoniate Cristo non sarete degni di essere parte della proprie schiera. Fratelli, il momento simile a quello di Padre Mina sta arrivando. Anche qui gli uomini sono diventati tanto cattivi quanto i criminali da poco descritti. A me pare che ogni tanto si viva come se si vivesse in un luogo senza Dio, senza luce e senza i comandamenti che ci sono stati tramandati. Mi sembra che nonostante ci sia tanta natura che ci circonda con i suoi profumi e colori, insomma nonostante la bellezza naturale che circonda noi tutti peccatori sulla terra. Nonostante tutti questi profumi e questa bellezza, vi rendete conto che l’umanità è peggiorata? Vi rendete conto che non ci si parla più per 5 metri di terra? Vi rendete conto che per una parola cattiva o espressa male si diventa pronti ad uccidere. Questo è parte di un corollario bene peggiore, bambini che crescono senza educazione. Per forza nessuna gliela insegna. In quanto nemmeno i genitori di questi pargoletti hanno alcun tipo di educazione. Come si può testimoniare Cristo se non abbiamo in mente il pensiero della nostra morte imminente? Come possiamo testimoniare Cristo dinnanzi agli uomini? Rendendo i nostri figli modelli di educazione. Veri cristiani quindi. Però è molto più semplice portarlo all’asilo creargli tanti impegni e tanti stress. Tanti hobbies,  tante occupazioni. Il bambino diventa un feticcio, nessuno lo può toccare e nemmeno i genitori danno mai una sberla a tali figli loro. Il bambino diventa un idolo, un idolo sul quale riversare le proprie frustrazioni ma che viene educato da altri. In quanto i genitori stessi sono alla ricerca di soddisfare esclusivamente il proprio ego. A chi vengono assegnati e donati i bambini che nessuno vuole crescere. Magari a quelle famiglie che non possono avere figli in quanto sterili. Mi spiego, parlo di bambini nati qui italiani. Bambini come lo siete stati voi. Ebbene li danno alle coppie omosessuali, o ai musulmani. Adesso i musulmani ricevono bambini europei per mescolare i propri geni, è per essere meno individuabili. Non avete idea della gioia che provano questi subumani nel vedere un europeo ( nemico atavico e ancestrale) che si converte all’islam.  ( pensiamo ai resti lasciatici dalle dominazioni ottomane, ad esempio il caso dei bosniaci. Europei di fede cristiana ortodossa e cresciuti nella Chiesa Ortodossa Serba spinti con la forza a diventare islamici. Queste conversione forzate tipiche dell’islamismo di marco turanide porteranno i serbi fedeli alla propria Chiesa a rifugiare nella Krajina, che in serbo significa confine lontano). L’altro giorno vedevo assieme a Giorgia una donna europea che era stata là in Siria( pensiamo ai casi italiani di Maria Giulia Sergio foreign fighter del Daesh ad esempio, pensiamo al film Napolislam) no mi correggo in Iraq. Una donna musulmana di nascita le diceva di tornare da dove è venuta in modo arrogante. Perché noi non possiamo fare così? Perché non ci possiamo opporre e dire a questi animali di andarsene? Perché dobbiamo considerarli fratelli che fratelli non sono in quanto non credono in Cristo quindi non lo sono. Noi non dobbiamo accettarli e dobbiamo mandarli via in quanto irrispettosi della nostra cultura. Siamo gentili ma siamo fuori dal messaggio di Cristo, mandiamoli via. Testimoniamo la vera fede di Cristo ovvero la fede ortodossa opponendoci a questi subumani. Difendere la nostro fede opponendoci a questi subumani è un altro modo che noi abbiamo a diposizione per testimoniare Cristo stesso. Perché dobbiamo creare ghetti laddove i ghetti non ci sono? Se si vive in un luogo bisogna rispettarne usi, costumi e tradizioni. Non imporre le proprie, non così è per loro. Il loro libro e la loro pseudo fede è nata tra guerre di vario genere e ciò li porta a vivere in una perenne sensazione di dover conquistare gli altri tra i quali noi cristiani. Opponiamoci. Per carità io sarò sempre rumeno e amerò sempre ciò che fa parte della mia tradizione. Ma vivo qui, abitando qui in Italia sono spinto dal rispetto che ho per questo popolo a rispettarne usi, costumi e leggi. Se non si rispettano le leggi creati dagli uomini e si froda il prossima dicendo di rendere gloria a Dio come fanno i musulmani ci si comporta da veri e propri ipocriti. La Tania non dimenticherà mai i varenichi, è ucraina….. ma è importanti testimoniare  la nostra fede vivendo tra gli italiani e rispettando quindi usi, costumi e leggi italiane. Non dobbiamo creare ghetti etnici liturgistici ortodossi, solo così dimostreremo agli italiani la nostra alterità di fedeli cristiani ortodossi autentici. Pochi giorni fa mi sono recato in Sudtirolo e ho incontrato una signora italiana, non mi ricordo dove con esattezza . Questa signora anziana come Aurea, mi ha detto che non ha ricevuto una benedizione da un prete da moltissimo tempo. Mi ha detto ciò, pensate un po’. Se noi creiamo le divisioni laddove noi abitiamo e creiamo discordia e menzogna. Oppure calunniando il prossimo gratuitamente. Tutti gesti assolutamente non cristiani e distante dall’opera che ci viene richiesta sulla terra. Ebbene se ci comportiamo in questo modo, come possiamo pensare di essere considerati i benvenuti tra coloro che ci circondano oppure come possiamo pensare che il prossimo che ci ospita possa amarci senza alcun tipo di difficoltà? Se creiamo divisioni e facciamo trionfare la menzogna non siamo cristiani siamo veri e semplici malati, malati della proiezione estrema della parte mentale della nostra vita. Parte che se estremizzata è la più pericolosa.  Fate questa riflessione e portate un po’ più di rispetto verso coloro che vi donano un letto caldo. Oppure verso coloro che vi ospitano, o anche solo i quali vi donano parte della loro vita facendovi entrare nel cuore della propria vita. Ebbene compite questa riflessione oggi e pensateci a fondo. Il Signore Gesù Cristo vi benedica e vi protegga.

 

Bibliografia:

Archimandrita Spiridione, Le mie missioni in Siberia;

Pierfrancesco Prosperi, la moschea di San Marco;

Silvano del Monte Athos, non diperare. 

Lettera pastorale quaresimale

Diventiamo in spirito pubblicani, figlioli prodighi e umili peccatori. 

 SUA EMINENZA METROPOLITA MICHEL LAROCHE 

 

La Quaresima è un tempo speciale nella Chiesa ortodossa. Un'introspezione spirituale in cui l'anima si volge contemporaneamente al Signore e verso se stesso, diventando consapevoli del disastro dove ci portano le passioni terrene: "Ho commesso ogni sorta di peccati, più di chiunque altro io ho fallito; dove troverò tante lacrime se voglio pentirmi? Se continuo senza coscienza, mi merito una punizione, ma secondo la tua Grande Bontà risollevami Signore e abbi pietà di me . "(Prima settimana di Quaresima Lunedi notte ai Vespri; Lucernario Tono 1 Catisma 1) 

Il riferimento al pentimento espresso tra le lacrime è costante nel Triodo Quaresimale i monaci lo leggono ogni giorno negli uffici e si celebra: "O Cristo questo mio comportamento mi ha portato molti castighi purificami dalle mie passioni e dai miei occhi possano sgorgare lacrime di pentimento, allora forse sarò purificato da ogni mio peccato nel giorno del tuo terribile e ineffabile giudizio . "(Prima settimana di Quaresima Lunedi notte Vespri; Lucernario Tono 1 Catisma 2)
Nel commettere errori se ci giustifichiamo durante il percorso della nostra vita vanifichiamo il periodo della Quaresima scavalcando così il ruolo del vero giudice qual è quello di Nostro Signore Gesù Cristo, allora la nostra vita cristiana non cresce in spiritualità e si arena. Quaresima è in tutto e per tutto come il figliol prodigo, occorre riconoscere il vero stato della nostra anima prima di Cristo: "Io ho sperperato il tesoro che mio padre mi aveva dato, ho vissuto tra gli animali senza ragione, ho voluto nutrire i maiali e, siccome nessuno mi ha dato nulla, avevo fame, ma sono tornato al mio Padre così buono e in lacrime ho pianto chiedendo che io potessi essere accolto di nuovo e questo lo feci a uno dei suoi servitori, io non merito più il Tuo amore, ma salvami per la tua misericordia." (Triodo Quaresimale Domenica del figliol prodigo Sabato sera ai Vespri) ". Apostichario Tono 6, Catisma 1)
Il simbolo della parabola in questo verso è chiaro: "Ho vissuto tra gli animali senza ragione, ho voluto nutrire i maiali" Gli animali irrazionali sono uomini e donne che vivono solo per i valori di questo mondo senza Dio. Il cibo dato ai maiali, sono le passioni che non nutrono l'anima. Esse forniscono una sensazione eterna e agonizzante di vuoto, di fame spirituale che non sarà mai soddisfatta in questo mondo di cui il principe è Satana!
Riconoscere che nella nostra vita noi certamente ogni tanto crediamo fermamente a Nostro Signore Gesù Cristo e ogni tanto ci dimentichiamo di lui, al punto che a volte si agisce per noi stessi e non per lui, o anche solo di fronte a lui, facciamo scelte di vita che nel profondo del nostro cuore sappiamo di non essere benedetti dal Signore.
Una vita autenticamente cristiana è un'esistenza dedicata al Signore in ogni aspetto della vita stessa. Non commettiamo errori dicendoci: "Ma io non ho né la vocazione di pregare in ogni momento come un monaco, né voglio essere un diacono o presbitero." 
Il Signore chiama tutti ai suoi servizi nelle varie imprese nella nostra società. San Simeone il Nuovo Teologo ebbe seguaci tra i notabili della capitale imperiale (Costantinopoli) costui pensò sempre che costoro avessero una vita spirituale superiore a quei monaci che erano con lui al monastero di San Mamas.
Che cosa avevano realizzato questi santi laici di superiore rispetto a una vita monastica interamente dedicata e consacrata a Cristo? Nulla compivano senza la benedizione del proprio padre spirituale, e poi hanno avuto la certezza che le loro imprese private, anche commerciali, erano gradite agli occhi di Dio e in accordo alle Sue leggi divine. La stessa scelta del grande sacramento del matrimonio non fu compiuta, come a volte oggi, tramite l'impulso, il panico, la paura di essere soli, senza pensarci troppo, e soprattutto senza la preventiva richiesta, se la persona sia ambita che Dio benedica tutta la nostra vita. O il rapporto scelto è il compimento di una passione senza discernimento, che una volta soddisfatti rimane presto sbiadito e sostituito da uno o da un l'altro? L'impegno è stato quello di epoca patristica, vera e propria ricerca spirituale, per essere sicuri che se il fidanzato o la fidanzata, condividessero, non solo i gusti comuni, ma se i due stavano progettando di seguire insieme un vero e proprio cammino spirituale che porta a Cristo. L'unione benedetta da Cristo conduce sempre a Cristo. Se questa pietra angolare è Cristo, (Matteo XXI, 33-43, 45-46) non è richiesto in anticipo dai costruttori, poiché se le coppie cristiane non hanno come pietra il Cristo stesso, l'edificio costruito sarà distrutto alla prima tempesta. "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia."
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
"Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande ". (Matteo VII Versetti 24-27.)
Ciò che san Simeone il Nuovo Teologo confrontando la vita segreta dei suoi discepoli laici e quelli dei suoi monaci era più alto, osservò come questi laici si considerassero peccatori dinanzi a Dio. Questi santi laici non erano in realtà peccatori come noi. Ciò che li distingue è che simili al pubblicano, il figliol prodigo e il re Davide, si auto-accusano delle proprie debolezze, senza giustificazione, senza alcun tipo di assoluzione, senza scuse. Quest'atteggiamento spirituale attira le lacrime di gioia avanzate dal triodo: sono un secondo battesimo, che toglie i peccati commessi dopo il primo battesimo.
Il battesimo delle lacrime esaltato dai testi del Triodo Quaresimale della Chiesa ortodossa, sono effettivamente collegati alle lacrime che versarono Re Davide sul suo letto quando prese coscienza del suo doppio peccato di omicidio e adulterio. Il carisma delle lacrime è presente ancora nell'Antico Testamento, nella preghiera di Manasse, improvvisamente prende consapevolezza dei propri peccati dinanzi a Dio. Il carisma delle lacrime nel Nuovo Testamento è correlato alla quantità di lacrime che versò la donna peccatrice che lava i piedi di Gesù 'e li ha asciugati con i propri capelli. Esso è legato anche al gemito della preghiera del pubblicano approvato dal Signore. E 'collegato con le lacrime che versò Pietro dopo aver rinnegato pubblicamente il Signore Gesù Cristo. I padri della Chiesa non hanno timore di affermare che purifichiamo noi stessi dal momento in cui dopo aver commesso peccato es esserne a conoscenza versiamo lacrime di pentimento. Le lacrime sono sia la quantità di moto e sia la qualità di amore verso Cristo, ma sono anche ricevute, nel cuore dalla stessa potenza dello Spirito di Dio. Queste non sono semplici lacrime sensibili, cosa sono ancora, ma sono prodotte dall'azione dello Spirito Santo. Giungono nel campo arato dal mistero della confessione di peccati, irrigato come terra riarsa per farlo produrre i frutti dello Spirito Santo.
Ciò che deve procedere la Grande Quaresima è l'impulso verso la confessione di tutti i propri peccati cercando o aiutandoci con il nostro confessore e che si riconoscano le proprie debolezze nel Sacramento della Confessione rinnovando così le promesse del Santo Battesimo, consapevoli comunque della difficoltà che affronteremo dall'allontanarci dalle nostre passioni-
Dopo una confessione vi è ancora un miracolo che accade nella vita spirituale, e laddove la separazione dalle nostre passioni appariva difficile, il Signore ci rivela un nuovo orizzonte a noi i quali non percepiamo la nostra cecità volontaria, e le luci del perdono portano ad accendere un fuoco spirituale in grado di farci diventare come il figliol prodigo che tornò a suo Padre.
La preghiera che tutti dovremmo recitare per la Santa e Grande Quaresima, è quella di S. Efrem il Siro ci ricorda ogni fase della propria vita spirituale di Quaresima:
Signore e Maestro della mia vita, libera me stesso dallo spirito di pigrizia, scoraggiamento, volontà di dominio, e vaniloquio.
Lo spirito di purezza, di umiltà, di pazienza e l'amore dona al tuo servo.
Sì, Signore e Re donami la grazia di osservare i miei difetti e di non giudicare il mio fratello, tu che sei benedetto nei secoli dei secoli amen.
Signore e Maestro della mia vita ( è vero? Abbiamo davvero fatto il Signore Maestro della nostra vita, o siamo tutti, il padrone della nostra vita non facendo la volontà di Dio, ma la nostra volontà ?) Lo spirito di ozio (qui non è l'ozio che critica il mondo, a volte in contrasto alla nostra vita quotidiana, la pigrizia di non pregare, la pigrizia di non andare a partecipare alla Divina Liturgia), il lo scoraggiamento della mente (di scoraggiato quando le prove sono, dimenticandoci che essi sono state autorizzate dal Signore per purificare la nostra anima), il dominio (orgoglio, e in tutte le circostanze vogliamo imporre la nostra volontà, schiacciando l'altro) e le parole semplici (il pettegolezzo, la maldicenza, il giudizio) lontano dal tuo servo.
Lo spirito della purezza (pregare in lacrime che purificano l'anima e il cuore), l'umiltà (vedere i propri peccati e pregare per ottenerne la liberazione) pazienza (pazienza con noi stessi e gli eventi che da sempre accompagnano la autentica vita cristiana e la perseveranza di una vita spirituale autentica) e amore (perdona in modo che il Signore ci perdonerà) e il tuo servo.
Sì, Signore e Re mi fa ben vedere i miei difetti e di non giudicare mio fratello (Chi vede ossessivamente i difetti del suo vicino di casa non riesce a vedere il suo). (Questa volontà o di osservare le colpe di altri, ma mai entrambi contemporaneamente), per Te o Signore che sei benedetto nei secoli dei secoli. 
Amen

Auguro a tutti una buona e santa Quaresima.

+ Sua Eminenza Metropolita Michel di Parigi e di tutta la Francia +

Visita Pastorale sua Eminenza Ilarione Arcivescovo di Rivne

 

26 DICEMBRE 2015 DIVINA LITURGIA PER SANTO STEFANO MARTIRE

 

Oggi Sabato 26 Dicembre 2015 la comunità ortodossa della Parrocchia di San Mina ha avuto il grande onore di ricevere in visita pastorale sua Eminenza Ilarione Arcivescovo di Rivne e responsabile del dipartimento delle relazioni esterne coadiuvato dal Responsabile delle relazioni esterne parrocchiali Protopresbitero Mitrato Monsignore Valerij. La visita è giunta in un momento molto importante e particolare per la comunità. Si è celebrata la Divina Liturgia presso San Lorenzo nel luogo dove è stata posto la prima pietra della futura chiesa parrocchiale. La Divina Liturgia è stato il momento culminante e più intenso di questo periodo liturgico culminato il giorno precedente con la celebrazione del Santo Natale. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha ricordato durante la sua omelia come il fatto di aver celebrato in un luogo provvisorio non ci debba scoraggiare ricordando come i primi cristiani celebrassero in luoghi altrettanto provvisori quali le catacombe. Da quelle testimonianze di fede e da quelle presenze cristiane si è arrivati alla Chiesa attuale, Chiesa la quale ha avuto la forza di ergersi in momenti difficili e in momenti storici nella quale è stata perseguitata. La comunità del Friuli gli ha dato l’impressione di essere una comunità viva e attiva nella quale sono presenti diversi elementi che donano la speranza, un’autentica speranza per il futuro ruolo di testimonianza cristiana ortodossa e missionaria. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha espresso i suoi sentiti complimenti per questo inizio e per quest’opera, ricordando ai presenti che sarà sempre assiduo nelle sue preghiere ricordando tutti coloro i quali a vario titolo hanno contribuito a questo nuovo inizio. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha ricordato come durante la Divina Liturgia si sono potute udire tre diverse lingue provenienti da tre diversi contesti. Intendeva ricordare come questa Liturgia sia stata celebrata in lingua ucraina, in lingua rumena e in lingua italiana. Ha ricordato che potendo esprimere le antifone in differenti lingue si dia la forza di universalità della Chiesa stessa. Ha ricordato come in quanto membri del clero e in quanto fedeli laici di essere assidui nelle preghiere anche per la sua terra di provenienza, l’Ucraina. In Ucraina si vive ancora in stato di guerra, una guerra che ha portato tanto odio e tanto dolore. La Chiesa vuole essere portatrice di un messaggio di pace in Cristo. L’Ucraina ha ricordato è un paese che auspica il proprio ingresso in Europa, quando questa accadrà saremo ancora più uniti anche dal punto di vista politico. L’amore e l’unione ci vengono già donati dalla fede in Nostro Signore Gesù Cristo e nella sua Santa Chiesa Universale. Ha concluso ringraziando tutti i fedeli, in particolar modo il decano di questa comunità Monsignore Padre Petru Parvu augurando ogni bene per la comunità stessa. E’ seguita la sua benedizione a tutti i fedeli presenti. La comunità ha seguito la Divina Liturgia con entusiasmo e tutti i presenti hanno provato sentimenti di profonda commozione per ciò che è stato espresso. Questa Liturgia come è già stato espresso in precedenza segna un nuovo inizio, i sentimenti che i presenti hanno espresso e provato sono molti utili per il futuro della comunità stessa. Monsignore Padre Petru ha ringraziato i presenti ricordando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa prima liturgia. Molti fedeli e anche persone viste per la prima volta hanno donato il proprio aiuto a titolo gratuito. Questi esempi di aiuto disinteressato sono e saranno sempre ricordati come opere per la maggiore Gloria di Dio. Monsignore Padre Petru Parvu ha ringraziato pubblicamente una persona che ha accompagnato e sostenuto la nostra causa ma soprattutto è stata vicina in senso stretto alla nostra chiesa, Luca. Persona splendida di rara generosità. Nonostante la sua malattia ha prestato le proprie braccia e il proprio cuore limpido alla nostra comunità. I lavori che hanno accompagnato la realizzazione di questa sede provvisoria sono durati fino al termine con orari continuati. Grazie ancora a Luca, lavoratore buono e indefesso. La nostra comunità ringrazia sua Eminenza Monsignore Ilarione e anche Monsignore Valerij. Monsignore Valerij è un esempio di guida spirituale attenta e puntuale nella risposta ai bisogni della nostra comunità. Non si può non essere grati a tutti costoro e anche grati al Signore Jean. Il quale è arrivato dalla Romania per poter contribuire con le proprie mani alla realizzazione di questa sede provvisoria intrattenendo anche i presenti con pillole di storia rumena popolare vissuta da lui medesimo. Persona di rara simpatia davvero e di grande generosità, grazie. Tanti ringraziamenti vanno anche alla persona che ci ha ospitato per molti mesi nella sede precedente. Per molti mesi la signora Gabriella Carlesso ha permesso con la sua sala di gettare le fondamenta umane e sociali di questa comunità permettendo di creare così un gruppo iniziale pioneristico il quale sarà ed è di esempio per coloro che arriveranno. Questo suo esempio ci ha spinto a voler evolvere la qualità della sede e le qualità umane che non dovranno mai devolvere. Grazie a questi esempi si ricorda che coloro i quali hanno realmente fede non hanno bisogno di annunciare le proprie opere come ad esempio operavano i maestri della legge farisaici. I veri fedeli prestano la propria opera con umiltà e abnegazione. Insomma durante questi giorni si sono vissuti esempi di fede presenti nei Santi Vangeli e tutto ciò in modo inaspettato. Gli ultimi istanti prima del congedo finale sono stati caratterizzati da momenti di vera fraternità tra i presenti e i membri del clero culminati in una foto di gruppo. 

UNA VISITA MOLTO IMPORTANTE

26-30/11/2015

 

La settimana iniziata il giorno 23 Novembre 2015 è stata molto importante per la comunità. Alcuni membri della comunità hanno avuto l’occasione di poter incontrare il nostro Metropolita di Parigi e tutta la Francia,  Sua Eminenza, Mons. Michel Laroche. L’incontro si è svolto in due fasi differenti. Il primo incontro si è tenuto nella sede vescovile del Metropolita stesso. E’ stato un incontro molto intimo nel quale i membri della comunità hanno avuto l’occasione di poter conoscere da vicino il Metropolita. Il Metropolita è parso felice della visita ed è parso ancora più felice nell’apprendere che la comunità ha mosso i primi passi per la costruzione di una chiesa ortodossa in terre friulane. Al medesimo tempo si è discusso con egli. I tempi appena trascorsi hanno fortemente cambiato il clima della vita quotidiana in Francia. Nonostante questi cambiamenti seguiti ai recenti tragici avvenimenti il Metropolita continua imperturbabile nella sua opera di testimonianza della fede cristiana ortodossa in Francia. Il Metropolita appare ed è apparso sereno, la sua serenità è quella che si può ritrovare nelle apologie scritte di molti uomini di fede conosciuti che ci hanno preceduti. Oltre a questa testimonianza si è potuto ascoltare da vicino svariati aneddoti della sua esperienza  pastorale pluriennale. Questo aspetto è stato molto interessante. In Italia sono state pubblicate al momento solo due opere del Metropolita stesso, in realtà ne sono state pubblicate molte di più nella lingua materna del Metropolita stesso. E’ molto interessante però ascoltare la voce dell’uomo di fede che anima queste opere. E’ una testimonianza vivente di ciò che ha espresso. Ha ricordato eventi storici quali quello dello storico riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa di Ucraina del Patriarcato di Kiev. Fu una presa di posizione da parte del Patriarcato di Costantinopoli, a ciò si contrappose la volontà politica avversa del Patriarcato di Mosca desideroso che Kiev restasse un esarcato autonomo in seno alla propria chiesa. Tutto questa storia è presente in un’opera recente del Metropolita Laroche. Il Metropolita stesso ci ha reso edotti di una recente visita da lui compiuta a Kiev. In occasione di una lectio magistralis della sua ultima fatica, ha tenuto una lezione sulla figura storica e gli insegnamenti di San Simeone Nuovo Teologo. Questa lezione ha incontrato l’interesse vivo e attivo dei presenti ucraini, in seguito a questa lectio magistralis il metropolita Laroche ha avuto modo di constatare come la storia delle origini e radici storiche dell’autocefalia del Patriarcato di Kiev sia stata volutamente obnubilata per decenni e di come il popolo ucraino non ne fosse de facto a conoscenza o a conoscenza solo parziale. Oltre a ciò colpiti dalla voce e dal tono della voce del Metropolita. Una voce ferma ed elegante, comunica ai presenti sicurezza e al medesimo tempo è una voce che spinge a continuare nella propria missione di presenza ortodossa. Questo primo incontro che è stato anche molto intimo è stato seguito da un agape fraterno. In seguito all’agape fraterno il Metropolita ha donato una copia del suo ultimo lavoro di ricerca compilato in lingua ucraina. Lavoro e fatica che appunto è teso a rendere testimonianza storica delle origini del Patriarcato di Kiev. Domenica 29 Novembre abbiamo partecipato alla divina Liturgia. La Divina Liturgia è stata occasione per ricordare i caduti per mano del terrorismo fanatico a Parigi. Riguardo questa orribile strage il Metropolita ha voluto ricordare come queste vittime siano vittime del fanatismo. Il fanatismo ha ricordato è stato parte di ogni epoca storica e anche della cristianità. I crociati furono fanatici, le loro vittime non furono solo musulmane, furono anche cristiane ortodosse. Bisanzio antica capitale dell’Impero Romano d’Oriente fu vittima della violenza fanatica. Ha esortato dunque a prendere le distanze da ogni tipo di fanatismo. L’imitazione di Nostro Signore Gesù Cristo passa attraverso una vita di amore. Il Vangelo di Domenica 29 Novembre era quella dell Samariteano. Non è un caso che si sia ricordato e paragonato questo uomo a coloro che possono essere considerati i samaritani di oggi. I samaritani di oggi possono essere considerati anche come coloro che vivono nella fede islamica. Il metropolita ha ricordato un’opera da lui studiata. L’opera in questione era dell’Archimandrita Spiridione chiamata: “ Le mie missioni in Siberia”. Durante quest’opera missionaria l’archimandrita Spiridione ha avuto modo di vivere l’amore di Cristo anche nelle comunità musulmane. La Divina liturgia è stata seguita da diverse ordinazioni. Con gioia dei presenti è stato ordinato Diacono Padre Martin. Oltre a questa ordinazione Padre Dionigi tramite un’ordinazione chiamata chirotesia è divenuto sacerdote per la Chiesa Ortodossa Ucraina Patriarcato di Kiev. Padre Patru Parvu ha ricevuto l’autorizzazione di poter indossare la croce ornata di pietre preziose, ricevendo anche il importante titolo di Prodecano per tutta l’Italia, la Sicilia e anche Sardegna. Il reverendo Lettore Daniele,  Dario Giaccomo Raffo fu anche lui ordinato iopdiacono, che servirà il Prodecanato ed il Prodecano. Momenti molto profondi che hanno suscitato nei presenti sentimenti di gioia e di commozione. E’ stato molto bello potersi confrontare con tutti i presenti della comunità e con svariati membri del clero francese della Chiesa in occasione dell’agape fraterno che si è svolto in seguito. La Francia ha storicamente avuto e visto crescere una presenza ortodossa sul proprio suolo. L’opera del Metropolita di creare un clero autoctono è visibile e viva. Al termine dell’agape ci siamo congedati dal Metropolita salutandolo fraternamente, ferma è la nostra speranza di poterlo incontrare presto anche nella futura sede parrocchiale della nostra comunità, o pure nella prosima visita a Kiev del Metropolita stesso che sara acompagnato del nostro Prodecano Reverendo Mons.  Petru.  I suoi insegnamenti meritano di essere ascoltati da tutti i membri della comunità e la sua volontà ed erudizione ci spingono ad avere speranza e coraggio in Cristo per il futuro della nostra comunità. La Sua Emminenza ha designato mons. Petru a tradurre e pubblicare tutte le sue opere in italiano come eredità della Chiesa Ortodossa Universale. 

Per chi vuole vedere più immagini abbiamo creato 2 album in qui avete la possibilità di vedere le foto di questo evento, per questo vi invitiamo a cliccare qui per: primo e secondo