Rivista "Ο ζήλος - lo Zelo"

Lettera pastorale quaresimale

Diventiamo in spirito pubblicani, figlioli prodighi e umili peccatori. 

 SUA EMINENZA METROPOLITA MICHEL LAROCHE 

 

La Quaresima è un tempo speciale nella Chiesa ortodossa. Un'introspezione spirituale in cui l'anima si volge contemporaneamente al Signore e verso se stesso, diventando consapevoli del disastro dove ci portano le passioni terrene: "Ho commesso ogni sorta di peccati, più di chiunque altro io ho fallito; dove troverò tante lacrime se voglio pentirmi? Se continuo senza coscienza, mi merito una punizione, ma secondo la tua Grande Bontà risollevami Signore e abbi pietà di me . "(Prima settimana di Quaresima Lunedi notte ai Vespri; Lucernario Tono 1 Catisma 1) 

Il riferimento al pentimento espresso tra le lacrime è costante nel Triodo Quaresimale i monaci lo leggono ogni giorno negli uffici e si celebra: "O Cristo questo mio comportamento mi ha portato molti castighi purificami dalle mie passioni e dai miei occhi possano sgorgare lacrime di pentimento, allora forse sarò purificato da ogni mio peccato nel giorno del tuo terribile e ineffabile giudizio . "(Prima settimana di Quaresima Lunedi notte Vespri; Lucernario Tono 1 Catisma 2)
Nel commettere errori se ci giustifichiamo durante il percorso della nostra vita vanifichiamo il periodo della Quaresima scavalcando così il ruolo del vero giudice qual è quello di Nostro Signore Gesù Cristo, allora la nostra vita cristiana non cresce in spiritualità e si arena. Quaresima è in tutto e per tutto come il figliol prodigo, occorre riconoscere il vero stato della nostra anima prima di Cristo: "Io ho sperperato il tesoro che mio padre mi aveva dato, ho vissuto tra gli animali senza ragione, ho voluto nutrire i maiali e, siccome nessuno mi ha dato nulla, avevo fame, ma sono tornato al mio Padre così buono e in lacrime ho pianto chiedendo che io potessi essere accolto di nuovo e questo lo feci a uno dei suoi servitori, io non merito più il Tuo amore, ma salvami per la tua misericordia." (Triodo Quaresimale Domenica del figliol prodigo Sabato sera ai Vespri) ". Apostichario Tono 6, Catisma 1)
Il simbolo della parabola in questo verso è chiaro: "Ho vissuto tra gli animali senza ragione, ho voluto nutrire i maiali" Gli animali irrazionali sono uomini e donne che vivono solo per i valori di questo mondo senza Dio. Il cibo dato ai maiali, sono le passioni che non nutrono l'anima. Esse forniscono una sensazione eterna e agonizzante di vuoto, di fame spirituale che non sarà mai soddisfatta in questo mondo di cui il principe è Satana!
Riconoscere che nella nostra vita noi certamente ogni tanto crediamo fermamente a Nostro Signore Gesù Cristo e ogni tanto ci dimentichiamo di lui, al punto che a volte si agisce per noi stessi e non per lui, o anche solo di fronte a lui, facciamo scelte di vita che nel profondo del nostro cuore sappiamo di non essere benedetti dal Signore.
Una vita autenticamente cristiana è un'esistenza dedicata al Signore in ogni aspetto della vita stessa. Non commettiamo errori dicendoci: "Ma io non ho né la vocazione di pregare in ogni momento come un monaco, né voglio essere un diacono o presbitero." 
Il Signore chiama tutti ai suoi servizi nelle varie imprese nella nostra società. San Simeone il Nuovo Teologo ebbe seguaci tra i notabili della capitale imperiale (Costantinopoli) costui pensò sempre che costoro avessero una vita spirituale superiore a quei monaci che erano con lui al monastero di San Mamas.
Che cosa avevano realizzato questi santi laici di superiore rispetto a una vita monastica interamente dedicata e consacrata a Cristo? Nulla compivano senza la benedizione del proprio padre spirituale, e poi hanno avuto la certezza che le loro imprese private, anche commerciali, erano gradite agli occhi di Dio e in accordo alle Sue leggi divine. La stessa scelta del grande sacramento del matrimonio non fu compiuta, come a volte oggi, tramite l'impulso, il panico, la paura di essere soli, senza pensarci troppo, e soprattutto senza la preventiva richiesta, se la persona sia ambita che Dio benedica tutta la nostra vita. O il rapporto scelto è il compimento di una passione senza discernimento, che una volta soddisfatti rimane presto sbiadito e sostituito da uno o da un l'altro? L'impegno è stato quello di epoca patristica, vera e propria ricerca spirituale, per essere sicuri che se il fidanzato o la fidanzata, condividessero, non solo i gusti comuni, ma se i due stavano progettando di seguire insieme un vero e proprio cammino spirituale che porta a Cristo. L'unione benedetta da Cristo conduce sempre a Cristo. Se questa pietra angolare è Cristo, (Matteo XXI, 33-43, 45-46) non è richiesto in anticipo dai costruttori, poiché se le coppie cristiane non hanno come pietra il Cristo stesso, l'edificio costruito sarà distrutto alla prima tempesta. "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia."
Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.
Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia.
"Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande ". (Matteo VII Versetti 24-27.)
Ciò che san Simeone il Nuovo Teologo confrontando la vita segreta dei suoi discepoli laici e quelli dei suoi monaci era più alto, osservò come questi laici si considerassero peccatori dinanzi a Dio. Questi santi laici non erano in realtà peccatori come noi. Ciò che li distingue è che simili al pubblicano, il figliol prodigo e il re Davide, si auto-accusano delle proprie debolezze, senza giustificazione, senza alcun tipo di assoluzione, senza scuse. Quest'atteggiamento spirituale attira le lacrime di gioia avanzate dal triodo: sono un secondo battesimo, che toglie i peccati commessi dopo il primo battesimo.
Il battesimo delle lacrime esaltato dai testi del Triodo Quaresimale della Chiesa ortodossa, sono effettivamente collegati alle lacrime che versarono Re Davide sul suo letto quando prese coscienza del suo doppio peccato di omicidio e adulterio. Il carisma delle lacrime è presente ancora nell'Antico Testamento, nella preghiera di Manasse, improvvisamente prende consapevolezza dei propri peccati dinanzi a Dio. Il carisma delle lacrime nel Nuovo Testamento è correlato alla quantità di lacrime che versò la donna peccatrice che lava i piedi di Gesù 'e li ha asciugati con i propri capelli. Esso è legato anche al gemito della preghiera del pubblicano approvato dal Signore. E 'collegato con le lacrime che versò Pietro dopo aver rinnegato pubblicamente il Signore Gesù Cristo. I padri della Chiesa non hanno timore di affermare che purifichiamo noi stessi dal momento in cui dopo aver commesso peccato es esserne a conoscenza versiamo lacrime di pentimento. Le lacrime sono sia la quantità di moto e sia la qualità di amore verso Cristo, ma sono anche ricevute, nel cuore dalla stessa potenza dello Spirito di Dio. Queste non sono semplici lacrime sensibili, cosa sono ancora, ma sono prodotte dall'azione dello Spirito Santo. Giungono nel campo arato dal mistero della confessione di peccati, irrigato come terra riarsa per farlo produrre i frutti dello Spirito Santo.
Ciò che deve procedere la Grande Quaresima è l'impulso verso la confessione di tutti i propri peccati cercando o aiutandoci con il nostro confessore e che si riconoscano le proprie debolezze nel Sacramento della Confessione rinnovando così le promesse del Santo Battesimo, consapevoli comunque della difficoltà che affronteremo dall'allontanarci dalle nostre passioni-
Dopo una confessione vi è ancora un miracolo che accade nella vita spirituale, e laddove la separazione dalle nostre passioni appariva difficile, il Signore ci rivela un nuovo orizzonte a noi i quali non percepiamo la nostra cecità volontaria, e le luci del perdono portano ad accendere un fuoco spirituale in grado di farci diventare come il figliol prodigo che tornò a suo Padre.
La preghiera che tutti dovremmo recitare per la Santa e Grande Quaresima, è quella di S. Efrem il Siro ci ricorda ogni fase della propria vita spirituale di Quaresima:
Signore e Maestro della mia vita, libera me stesso dallo spirito di pigrizia, scoraggiamento, volontà di dominio, e vaniloquio.
Lo spirito di purezza, di umiltà, di pazienza e l'amore dona al tuo servo.
Sì, Signore e Re donami la grazia di osservare i miei difetti e di non giudicare il mio fratello, tu che sei benedetto nei secoli dei secoli amen.
Signore e Maestro della mia vita ( è vero? Abbiamo davvero fatto il Signore Maestro della nostra vita, o siamo tutti, il padrone della nostra vita non facendo la volontà di Dio, ma la nostra volontà ?) Lo spirito di ozio (qui non è l'ozio che critica il mondo, a volte in contrasto alla nostra vita quotidiana, la pigrizia di non pregare, la pigrizia di non andare a partecipare alla Divina Liturgia), il lo scoraggiamento della mente (di scoraggiato quando le prove sono, dimenticandoci che essi sono state autorizzate dal Signore per purificare la nostra anima), il dominio (orgoglio, e in tutte le circostanze vogliamo imporre la nostra volontà, schiacciando l'altro) e le parole semplici (il pettegolezzo, la maldicenza, il giudizio) lontano dal tuo servo.
Lo spirito della purezza (pregare in lacrime che purificano l'anima e il cuore), l'umiltà (vedere i propri peccati e pregare per ottenerne la liberazione) pazienza (pazienza con noi stessi e gli eventi che da sempre accompagnano la autentica vita cristiana e la perseveranza di una vita spirituale autentica) e amore (perdona in modo che il Signore ci perdonerà) e il tuo servo.
Sì, Signore e Re mi fa ben vedere i miei difetti e di non giudicare mio fratello (Chi vede ossessivamente i difetti del suo vicino di casa non riesce a vedere il suo). (Questa volontà o di osservare le colpe di altri, ma mai entrambi contemporaneamente), per Te o Signore che sei benedetto nei secoli dei secoli. 
Amen

Auguro a tutti una buona e santa Quaresima.

+ Sua Eminenza Metropolita Michel di Parigi e di tutta la Francia +

Visita Pastorale sua Eminenza Ilarione Arcivescovo di Rivne

 

26 DICEMBRE 2015 DIVINA LITURGIA PER SANTO STEFANO MARTIRE

 

Oggi Sabato 26 Dicembre 2015 la comunità ortodossa della Parrocchia di San Mina ha avuto il grande onore di ricevere in visita pastorale sua Eminenza Ilarione Arcivescovo di Rivne e responsabile del dipartimento delle relazioni esterne coadiuvato dal Responsabile delle relazioni esterne parrocchiali Protopresbitero Mitrato Monsignore Valerij. La visita è giunta in un momento molto importante e particolare per la comunità. Si è celebrata la Divina Liturgia presso San Lorenzo nel luogo dove è stata posto la prima pietra della futura chiesa parrocchiale. La Divina Liturgia è stato il momento culminante e più intenso di questo periodo liturgico culminato il giorno precedente con la celebrazione del Santo Natale. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha ricordato durante la sua omelia come il fatto di aver celebrato in un luogo provvisorio non ci debba scoraggiare ricordando come i primi cristiani celebrassero in luoghi altrettanto provvisori quali le catacombe. Da quelle testimonianze di fede e da quelle presenze cristiane si è arrivati alla Chiesa attuale, Chiesa la quale ha avuto la forza di ergersi in momenti difficili e in momenti storici nella quale è stata perseguitata. La comunità del Friuli gli ha dato l’impressione di essere una comunità viva e attiva nella quale sono presenti diversi elementi che donano la speranza, un’autentica speranza per il futuro ruolo di testimonianza cristiana ortodossa e missionaria. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha espresso i suoi sentiti complimenti per questo inizio e per quest’opera, ricordando ai presenti che sarà sempre assiduo nelle sue preghiere ricordando tutti coloro i quali a vario titolo hanno contribuito a questo nuovo inizio. Sua Eminenza Monsignore Ilarione ha ricordato come durante la Divina Liturgia si sono potute udire tre diverse lingue provenienti da tre diversi contesti. Intendeva ricordare come questa Liturgia sia stata celebrata in lingua ucraina, in lingua rumena e in lingua italiana. Ha ricordato che potendo esprimere le antifone in differenti lingue si dia la forza di universalità della Chiesa stessa. Ha ricordato come in quanto membri del clero e in quanto fedeli laici di essere assidui nelle preghiere anche per la sua terra di provenienza, l’Ucraina. In Ucraina si vive ancora in stato di guerra, una guerra che ha portato tanto odio e tanto dolore. La Chiesa vuole essere portatrice di un messaggio di pace in Cristo. L’Ucraina ha ricordato è un paese che auspica il proprio ingresso in Europa, quando questa accadrà saremo ancora più uniti anche dal punto di vista politico. L’amore e l’unione ci vengono già donati dalla fede in Nostro Signore Gesù Cristo e nella sua Santa Chiesa Universale. Ha concluso ringraziando tutti i fedeli, in particolar modo il decano di questa comunità Monsignore Padre Petru Parvu augurando ogni bene per la comunità stessa. E’ seguita la sua benedizione a tutti i fedeli presenti. La comunità ha seguito la Divina Liturgia con entusiasmo e tutti i presenti hanno provato sentimenti di profonda commozione per ciò che è stato espresso. Questa Liturgia come è già stato espresso in precedenza segna un nuovo inizio, i sentimenti che i presenti hanno espresso e provato sono molti utili per il futuro della comunità stessa. Monsignore Padre Petru ha ringraziato i presenti ricordando tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa prima liturgia. Molti fedeli e anche persone viste per la prima volta hanno donato il proprio aiuto a titolo gratuito. Questi esempi di aiuto disinteressato sono e saranno sempre ricordati come opere per la maggiore Gloria di Dio. Monsignore Padre Petru Parvu ha ringraziato pubblicamente una persona che ha accompagnato e sostenuto la nostra causa ma soprattutto è stata vicina in senso stretto alla nostra chiesa, Luca. Persona splendida di rara generosità. Nonostante la sua malattia ha prestato le proprie braccia e il proprio cuore limpido alla nostra comunità. I lavori che hanno accompagnato la realizzazione di questa sede provvisoria sono durati fino al termine con orari continuati. Grazie ancora a Luca, lavoratore buono e indefesso. La nostra comunità ringrazia sua Eminenza Monsignore Ilarione e anche Monsignore Valerij. Monsignore Valerij è un esempio di guida spirituale attenta e puntuale nella risposta ai bisogni della nostra comunità. Non si può non essere grati a tutti costoro e anche grati al Signore Jean. Il quale è arrivato dalla Romania per poter contribuire con le proprie mani alla realizzazione di questa sede provvisoria intrattenendo anche i presenti con pillole di storia rumena popolare vissuta da lui medesimo. Persona di rara simpatia davvero e di grande generosità, grazie. Tanti ringraziamenti vanno anche alla persona che ci ha ospitato per molti mesi nella sede precedente. Per molti mesi la signora Gabriella Carlesso ha permesso con la sua sala di gettare le fondamenta umane e sociali di questa comunità permettendo di creare così un gruppo iniziale pioneristico il quale sarà ed è di esempio per coloro che arriveranno. Questo suo esempio ci ha spinto a voler evolvere la qualità della sede e le qualità umane che non dovranno mai devolvere. Grazie a questi esempi si ricorda che coloro i quali hanno realmente fede non hanno bisogno di annunciare le proprie opere come ad esempio operavano i maestri della legge farisaici. I veri fedeli prestano la propria opera con umiltà e abnegazione. Insomma durante questi giorni si sono vissuti esempi di fede presenti nei Santi Vangeli e tutto ciò in modo inaspettato. Gli ultimi istanti prima del congedo finale sono stati caratterizzati da momenti di vera fraternità tra i presenti e i membri del clero culminati in una foto di gruppo. 

UNA VISITA MOLTO IMPORTANTE

26-30/11/2015

 

La settimana iniziata il giorno 23 Novembre 2015 è stata molto importante per la comunità. Alcuni membri della comunità hanno avuto l’occasione di poter incontrare il nostro Metropolita di Parigi e tutta la Francia,  Sua Eminenza, Mons. Michel Laroche. L’incontro si è svolto in due fasi differenti. Il primo incontro si è tenuto nella sede vescovile del Metropolita stesso. E’ stato un incontro molto intimo nel quale i membri della comunità hanno avuto l’occasione di poter conoscere da vicino il Metropolita. Il Metropolita è parso felice della visita ed è parso ancora più felice nell’apprendere che la comunità ha mosso i primi passi per la costruzione di una chiesa ortodossa in terre friulane. Al medesimo tempo si è discusso con egli. I tempi appena trascorsi hanno fortemente cambiato il clima della vita quotidiana in Francia. Nonostante questi cambiamenti seguiti ai recenti tragici avvenimenti il Metropolita continua imperturbabile nella sua opera di testimonianza della fede cristiana ortodossa in Francia. Il Metropolita appare ed è apparso sereno, la sua serenità è quella che si può ritrovare nelle apologie scritte di molti uomini di fede conosciuti che ci hanno preceduti. Oltre a questa testimonianza si è potuto ascoltare da vicino svariati aneddoti della sua esperienza  pastorale pluriennale. Questo aspetto è stato molto interessante. In Italia sono state pubblicate al momento solo due opere del Metropolita stesso, in realtà ne sono state pubblicate molte di più nella lingua materna del Metropolita stesso. E’ molto interessante però ascoltare la voce dell’uomo di fede che anima queste opere. E’ una testimonianza vivente di ciò che ha espresso. Ha ricordato eventi storici quali quello dello storico riconoscimento dell’autocefalia della Chiesa di Ucraina del Patriarcato di Kiev. Fu una presa di posizione da parte del Patriarcato di Costantinopoli, a ciò si contrappose la volontà politica avversa del Patriarcato di Mosca desideroso che Kiev restasse un esarcato autonomo in seno alla propria chiesa. Tutto questa storia è presente in un’opera recente del Metropolita Laroche. Il Metropolita stesso ci ha reso edotti di una recente visita da lui compiuta a Kiev. In occasione di una lectio magistralis della sua ultima fatica, ha tenuto una lezione sulla figura storica e gli insegnamenti di San Simeone Nuovo Teologo. Questa lezione ha incontrato l’interesse vivo e attivo dei presenti ucraini, in seguito a questa lectio magistralis il metropolita Laroche ha avuto modo di constatare come la storia delle origini e radici storiche dell’autocefalia del Patriarcato di Kiev sia stata volutamente obnubilata per decenni e di come il popolo ucraino non ne fosse de facto a conoscenza o a conoscenza solo parziale. Oltre a ciò colpiti dalla voce e dal tono della voce del Metropolita. Una voce ferma ed elegante, comunica ai presenti sicurezza e al medesimo tempo è una voce che spinge a continuare nella propria missione di presenza ortodossa. Questo primo incontro che è stato anche molto intimo è stato seguito da un agape fraterno. In seguito all’agape fraterno il Metropolita ha donato una copia del suo ultimo lavoro di ricerca compilato in lingua ucraina. Lavoro e fatica che appunto è teso a rendere testimonianza storica delle origini del Patriarcato di Kiev. Domenica 29 Novembre abbiamo partecipato alla divina Liturgia. La Divina Liturgia è stata occasione per ricordare i caduti per mano del terrorismo fanatico a Parigi. Riguardo questa orribile strage il Metropolita ha voluto ricordare come queste vittime siano vittime del fanatismo. Il fanatismo ha ricordato è stato parte di ogni epoca storica e anche della cristianità. I crociati furono fanatici, le loro vittime non furono solo musulmane, furono anche cristiane ortodosse. Bisanzio antica capitale dell’Impero Romano d’Oriente fu vittima della violenza fanatica. Ha esortato dunque a prendere le distanze da ogni tipo di fanatismo. L’imitazione di Nostro Signore Gesù Cristo passa attraverso una vita di amore. Il Vangelo di Domenica 29 Novembre era quella dell Samariteano. Non è un caso che si sia ricordato e paragonato questo uomo a coloro che possono essere considerati i samaritani di oggi. I samaritani di oggi possono essere considerati anche come coloro che vivono nella fede islamica. Il metropolita ha ricordato un’opera da lui studiata. L’opera in questione era dell’Archimandrita Spiridione chiamata: “ Le mie missioni in Siberia”. Durante quest’opera missionaria l’archimandrita Spiridione ha avuto modo di vivere l’amore di Cristo anche nelle comunità musulmane. La Divina liturgia è stata seguita da diverse ordinazioni. Con gioia dei presenti è stato ordinato Diacono Padre Martin. Oltre a questa ordinazione Padre Dionigi tramite un’ordinazione chiamata chirotesia è divenuto sacerdote per la Chiesa Ortodossa Ucraina Patriarcato di Kiev. Padre Patru Parvu ha ricevuto l’autorizzazione di poter indossare la croce ornata di pietre preziose, ricevendo anche il importante titolo di Prodecano per tutta l’Italia, la Sicilia e anche Sardegna. Il reverendo Lettore Daniele,  Dario Giaccomo Raffo fu anche lui ordinato iopdiacono, che servirà il Prodecanato ed il Prodecano. Momenti molto profondi che hanno suscitato nei presenti sentimenti di gioia e di commozione. E’ stato molto bello potersi confrontare con tutti i presenti della comunità e con svariati membri del clero francese della Chiesa in occasione dell’agape fraterno che si è svolto in seguito. La Francia ha storicamente avuto e visto crescere una presenza ortodossa sul proprio suolo. L’opera del Metropolita di creare un clero autoctono è visibile e viva. Al termine dell’agape ci siamo congedati dal Metropolita salutandolo fraternamente, ferma è la nostra speranza di poterlo incontrare presto anche nella futura sede parrocchiale della nostra comunità, o pure nella prosima visita a Kiev del Metropolita stesso che sara acompagnato del nostro Prodecano Reverendo Mons.  Petru.  I suoi insegnamenti meritano di essere ascoltati da tutti i membri della comunità e la sua volontà ed erudizione ci spingono ad avere speranza e coraggio in Cristo per il futuro della nostra comunità. La Sua Emminenza ha designato mons. Petru a tradurre e pubblicare tutte le sue opere in italiano come eredità della Chiesa Ortodossa Universale. 

Per chi vuole vedere più immagini abbiamo creato 2 album in qui avete la possibilità di vedere le foto di questo evento, per questo vi invitiamo a cliccare qui per: primo e secondo

UN LIBRO DA LEGGERE !

LIBRO: ” LA VIA DEL SILENZIO - dei padri del deserto” a cura di  

S.B MONSIGNORE MICHEL LAROCHE

 

 

Il presente volume è una sintesi molto precisa della ricerca della pace interiore. La pace interiore secondo l’autore S.B Michel Laroche si vive osservando una serie di passaggi. Questi passaggi hanno una parte in comune tra di loro. Il punto di partenza. Il punto di partenza è la ricerca del silenzio. Silenzio che deve essere non solo esteriore. Il silenzio deve essere al medesimo tempo interiore. Come si può ottenere questo silenzio interiore. Una della massime filosofiche tanto amate dall’illuminismo in poi è :” Penso dunque sono”. Corollario di questa affermazione filosofica è nella ricerca della conoscenza del proprio io e della propria interiorità. La teologia ortodossa è di tipo mistica, viene anche si detta e definita apofatica. Cosa significa apofatismo significa legata al mistero. Ebbene pochi eletti conosceranno Dio, quindi noi in quanto uomini dobbiamo se siamo realmente cristiani sia rinunciare alla conoscenza di noi stessi e dedicarci interamente alla contemplazione e alla ricerca di un rapporto con Dio medesimo. La ricerca spasmodica della conoscenza di noi stessi è definita da Mons. Laroche come una forma attuale di idolatria. Le Sacre Scritture di riferimento per l’ortodossia sono quelle di derivazione greca dette in italiano edizione dei settanta LXX. Ebbene questo tipo di idolatria è definita nel Vangelo come Mammona. Molto spesso le traduzioni successive alle Sacre Scritture edizione LXX confondono il termine mammona con l’amore e l’attaccamento per i soldi. L’autore ci ricorda come questa traduzione sia fallace e che mammona sia l’idolo di noi stessi. L’adorazione che è consequenziale e simmetrica alla conoscenza di noi stessi. Il passo successivo dopo la conoscenza di noi stessi è l’orgoglio, orgoglio che ci ricorda come fu il medesimo peccato compiuto da un angelo caduto quale fu Lucifero. Dio non solo si rivela a pochi è anche indefinibile. Per la stesa medesima ragione è sbagliato ed è un’opera demoniaca definire le persone in quanto creature di origine divina. Cosa intendiamo per definire? E’ l’opera che si compie quando classifichiamo le persone stessi in differenti compartimenti stagni. In un certo senso si classificano gli altri in diversi insiemi e sottoinsiemi. Noi siamo posti di fronte in quanto cristiani alla contemplazione di un Dio indefinibile come tali se noi definiamo il prossimo compiamo un’opera contraria al volere e agli insegnamenti che ci furono donati da Dio stesso. Il mistero di Dio ci viene rivelato in parte dall’incarnazione di Dio nell’ipostasi ovvero nella manifestazione del Figlio di Dio che è Gesù Cristo. O scopo della vita spirituale di un cristiano ortodosso è la ricerca della divinizzazione. La divinizzazione è la ricerca tramite l’acquisizione dello Spirito Santo del vivere ad immagine e somiglianza di Dio stesso. Il primo mezzo per raggiungere questa grazia è il sacramento del Battesimo. In questo caso l’autore ci ricorda come le promesse e i voti del Battesimo stesso possano essere rinnovati. L’autore non sostiene in nessun caso la necessità fattuale e sacramentale di un secondo battesimo. Quando un cristiano ha interiorizzato gli insegnamenti cristiani vive un secondo battesimo. E’ una grazia riservata a pochi, pochi cristiani disposti a vivere questo sforzo ascetico. E’ uno sforzo che porta a vivere uno stato di indifferenza nei confronti del mondo esteriore a ciò che è legato a Dio e alla sua contemplazione. E’ uno stato che ci porta ad avere una sorta di assenza di giudizio. Un’assenza di giudizio che alcuni filosofi chiamarono Epochè e che fu erroneamente legata all’analisi del linguaggio. Ebbene, questo stato ci porta al secondo battesimo definito dall’autore battesimo delle lacrime. Il Santo Vangelo ci ricorda in un passaggio come potremmo divenire dei. La lettera minuscola in questo caso è d’obbligo. Questo passaggio ci ricorda l’importanza di divenire ad immagine e somiglianza di Dio tramite l’acquisizione dello Spirito Santo. Ebbene questa terza persona della Santissima Trinità ci renderà ad immagine e somiglianza di Dio stesso con un processo non legato alle opere compiuto ma all’ascesi. Per ascesi intendiamo quello stato che ci rende con una lotta interiore e sacrificio costante essere spirituali. Quindi si potrebbe forse pensare come questo stato di ascesi sia per pochi. Ebbene il primo passaggio p la rinuncia alla definizione e alla comprensione di Dio e delle sue opere. Poi con una costante lotta interiore che si può svolgere con la ricerca della preghiera costante e della vita in Cristo dataci dalla comunione con Egli potremo divenire degni del Battesimo delle lacrime. Questa è la sintesi di questo processo che l’autore scrive in modo sistemico e minuzioso. L’aspetto molto interessante di questo libro sta negli esempi che ci vengono descritti. Il motivo di questi esempi e riferimenti è dovuto al rischio di definire questo processo in modo che suoni quasi astratto o limitato a pochi. Il linguaggio utilizzato è analitico ma divulgativo e risulta essere di facile comprensione a molti. Libro da leggere con attenzione e che secondo molti non dovrebbe mancare nella libreria di nessun cristiano ortodosso alla ricerca di spunti per l’ortoprassi quotidiana. 

Prima Pietra per la costruzione della Chiesa

 

UNA DOMENICA CARICA DI SIGNIFICATI SPIRITUALI E SIMBOLOGICI CHE  SEGNA UN NUOVO INIZIO

 

Molte volte nella nostra comunità ci siamo sforzati di spiegare che quando si ha fede in Dio e nella sua Santa Chiesa Ortodossa e Universale nulla accade per caso. Mi spiego meglio Nella predica di questa Domenica è stato ribadito come il processo che porta all’aumento del nostro orgoglio porta alla mancanza di perdono. Quando non si perdonano le offese subite e quando non si comunica con Dio i rapporti con il prossimo diventano come privi di parti essenziali nella comunicazione stessa. Il secondo passaggio è conseguenza di questa mancanza di comunicazione , la fine prematura di tanti rapporti. Tutti questi passaggi sono comunque conseguenze di questa mancanza di fede che questo contesto sta vivendo. Questa mancanza di fede ci porta ad essere dei morti che camminano, in un mondo del quale non si capisce più il senso stretto e finale. Stretto e finale? Si , quella che i teologi chiamano escatologia. Ovvero se si vive dopo la morte fisica. Ebbene senza Cristo che ha vinto la morte,la morte è odiata e solo in Cristo si vince la morte. Il clima di morte è espresso in una parola , tanatofilia. Padre Petru ha lanciato questo ammonimento chiaro e semplice : “ Svegliatevi !”. Sia chiaro non voleva essere il solito messaggio neo protestante che in quel caso siginifica aprite i portafogli. Non significava neanche un messaggio inneggiante a vivere la vita ovvero a godere di tutti i beni terreni in modo sfrenato. Questo pensisero si chiama in due modi sui quali torneremo il più conosciuto è edonismo. Significa un aspetto ben più semplice ma complesso per molti per ciò che concerne la vita quotidiana. Torniamo ad avere fede Cristo ! Torniamo ad essere veri cristiani, torniamo ad essere veri e sinceri imitatori di Cristo. Come? Tornando ad amare il prossimo divenendo imitatori di Cristo stesso perdonando. E’solo perdonando il prossimo e fuggendo dai nostri peccati che diverremo imitatori di Cristo. Imitatori di Cristo come Cristo perdonò i suoi carnefici sulla croce. Imitatori nel perdono e in altri aspetti sui quali torneremo. In questa stessa Domenica la comunità si è stretta attorno ai suoi padri in un momento di fede molto intimo. Si è posta la prima pietra per la costruzione della chiesa fisica che sorgerà a San Lorenzo. La posa della prima pietra detta quadrangolare è stato preceduta da un’ufficio nel quale si è pregato intensamente affinchè questa prima pietra diventi una pietra non solo fisica ma il primo pilastro di una comunità dove regnerà l’amore e il perdono. Oltre alla pietra , aspetto simbologico di quella che nella storia è diventata la chiesa dopo che i discepoli ed evangelisti avrebbero dovuto subire l’allontanamento dalle sinanoghe come erano stati ammoniti da Nostro Signore Gesù Cristo stesso. Si è posto nella terra un altro simbolo, una croce. Simbolo di noi cristiani, simbolo di redenzione dal peccato e di liberazione dal peccato stesso. Simbolo in questo caso di un nuovo inizio, simbolo anche di speranza per il futuro di fede e di opere spirituali che attendono la nostra comunità Simbolo di sforzo , impegno missionario e zelo. Perchè sforzo missionario? Osservando le foto che abbiamo nel sito stesso noterete come la croce sia una croce ortodossa. Ebbene non parliamo quindi di una croce nuda o che ricorda solo la sofferenza di Nostro Signore Gesù Cristo. L’agnello di Dio sulla croce è sereno , sereno e consapevole di compiere ciò che il Padre aveva indicato. Oltre a ciò è presente una sbarra nella parte inferiore della croce che pende verso destra. Questa sbarra pende dalla parte del buon ladrone il quale chiese a Cristo perdono per i propri peccati venendo perdonato da Cristo stesso. Questo è un aspetto della nostra missione continuare a far conoscere l’ortodossia nei suoi vari aspetti ed esempi. Zelo perche? Le tentazioni e i momenti nei quali verremo tentati non mancheranno è solo se saremo zelanti ovvero perseveranti nelle preghiere che salveremo dal peccato e dalla morte spirituale molte persone e anime. Zelo ed esempio che in questo periodo storico di morte non deve mai venire a mancare. In seguito alla preghiera i fedeli si sono intrattenuti in un agape fraterno. Molto intimo come momento al quale sono seguiti gli sguardi e le domande di alcuni abitanti della zona incuriositi da vedere ancora dei prelati indossare una tonaca e vedere ancora una comunità un gruppo di fedeli raccolti attorno ad una croce. Un altro momento dalla grande carica emotiva è stato l’arrivo di una donna ucraina richiamata dai colori della sua bandiera. Persona che colta dall’entusiasmo di vedere una sorgente presenza ortodossa ha domandato dove ci trovassimo al momento ed ha ricordato come in futuro spera di poter vivere la fede in questa comunità stessa. Questa testimonianza ricorda come siamo ortodossi e che i nostri riferimenti culturali ed etinici siano provenienti da altri paesi ma come in fondo siamo missione. Noi siamo e vogliamo creare un futuro per tutti coloro i quali adesso non hanno ancora trovato un proprio riferimento e di come anche sociologicamente i rapporti tra ortodossi di nascita ed ortodossi italiani possano essere di crescita comune nella fede e nell’amore di Cristo stesso e della sua chiesa. Insomma abbiamo vissuto una prova ed un esempio di speranza nel futuro della nostra missione. Per la quale preghiamo e speriamo ci sia un seguito di svariate attività pastorali e liturgiche.

Dio vi benedica !