Rivista "Ο ζήλος - lo Zelo"

UN LIBRO DA LEGGERE !

LIBRO: ” LA VIA DEL SILENZIO - dei padri del deserto” a cura di  

S.B MONSIGNORE MICHEL LAROCHE

 

 

Il presente volume è una sintesi molto precisa della ricerca della pace interiore. La pace interiore secondo l’autore S.B Michel Laroche si vive osservando una serie di passaggi. Questi passaggi hanno una parte in comune tra di loro. Il punto di partenza. Il punto di partenza è la ricerca del silenzio. Silenzio che deve essere non solo esteriore. Il silenzio deve essere al medesimo tempo interiore. Come si può ottenere questo silenzio interiore. Una della massime filosofiche tanto amate dall’illuminismo in poi è :” Penso dunque sono”. Corollario di questa affermazione filosofica è nella ricerca della conoscenza del proprio io e della propria interiorità. La teologia ortodossa è di tipo mistica, viene anche si detta e definita apofatica. Cosa significa apofatismo significa legata al mistero. Ebbene pochi eletti conosceranno Dio, quindi noi in quanto uomini dobbiamo se siamo realmente cristiani sia rinunciare alla conoscenza di noi stessi e dedicarci interamente alla contemplazione e alla ricerca di un rapporto con Dio medesimo. La ricerca spasmodica della conoscenza di noi stessi è definita da Mons. Laroche come una forma attuale di idolatria. Le Sacre Scritture di riferimento per l’ortodossia sono quelle di derivazione greca dette in italiano edizione dei settanta LXX. Ebbene questo tipo di idolatria è definita nel Vangelo come Mammona. Molto spesso le traduzioni successive alle Sacre Scritture edizione LXX confondono il termine mammona con l’amore e l’attaccamento per i soldi. L’autore ci ricorda come questa traduzione sia fallace e che mammona sia l’idolo di noi stessi. L’adorazione che è consequenziale e simmetrica alla conoscenza di noi stessi. Il passo successivo dopo la conoscenza di noi stessi è l’orgoglio, orgoglio che ci ricorda come fu il medesimo peccato compiuto da un angelo caduto quale fu Lucifero. Dio non solo si rivela a pochi è anche indefinibile. Per la stesa medesima ragione è sbagliato ed è un’opera demoniaca definire le persone in quanto creature di origine divina. Cosa intendiamo per definire? E’ l’opera che si compie quando classifichiamo le persone stessi in differenti compartimenti stagni. In un certo senso si classificano gli altri in diversi insiemi e sottoinsiemi. Noi siamo posti di fronte in quanto cristiani alla contemplazione di un Dio indefinibile come tali se noi definiamo il prossimo compiamo un’opera contraria al volere e agli insegnamenti che ci furono donati da Dio stesso. Il mistero di Dio ci viene rivelato in parte dall’incarnazione di Dio nell’ipostasi ovvero nella manifestazione del Figlio di Dio che è Gesù Cristo. O scopo della vita spirituale di un cristiano ortodosso è la ricerca della divinizzazione. La divinizzazione è la ricerca tramite l’acquisizione dello Spirito Santo del vivere ad immagine e somiglianza di Dio stesso. Il primo mezzo per raggiungere questa grazia è il sacramento del Battesimo. In questo caso l’autore ci ricorda come le promesse e i voti del Battesimo stesso possano essere rinnovati. L’autore non sostiene in nessun caso la necessità fattuale e sacramentale di un secondo battesimo. Quando un cristiano ha interiorizzato gli insegnamenti cristiani vive un secondo battesimo. E’ una grazia riservata a pochi, pochi cristiani disposti a vivere questo sforzo ascetico. E’ uno sforzo che porta a vivere uno stato di indifferenza nei confronti del mondo esteriore a ciò che è legato a Dio e alla sua contemplazione. E’ uno stato che ci porta ad avere una sorta di assenza di giudizio. Un’assenza di giudizio che alcuni filosofi chiamarono Epochè e che fu erroneamente legata all’analisi del linguaggio. Ebbene, questo stato ci porta al secondo battesimo definito dall’autore battesimo delle lacrime. Il Santo Vangelo ci ricorda in un passaggio come potremmo divenire dei. La lettera minuscola in questo caso è d’obbligo. Questo passaggio ci ricorda l’importanza di divenire ad immagine e somiglianza di Dio tramite l’acquisizione dello Spirito Santo. Ebbene questa terza persona della Santissima Trinità ci renderà ad immagine e somiglianza di Dio stesso con un processo non legato alle opere compiuto ma all’ascesi. Per ascesi intendiamo quello stato che ci rende con una lotta interiore e sacrificio costante essere spirituali. Quindi si potrebbe forse pensare come questo stato di ascesi sia per pochi. Ebbene il primo passaggio p la rinuncia alla definizione e alla comprensione di Dio e delle sue opere. Poi con una costante lotta interiore che si può svolgere con la ricerca della preghiera costante e della vita in Cristo dataci dalla comunione con Egli potremo divenire degni del Battesimo delle lacrime. Questa è la sintesi di questo processo che l’autore scrive in modo sistemico e minuzioso. L’aspetto molto interessante di questo libro sta negli esempi che ci vengono descritti. Il motivo di questi esempi e riferimenti è dovuto al rischio di definire questo processo in modo che suoni quasi astratto o limitato a pochi. Il linguaggio utilizzato è analitico ma divulgativo e risulta essere di facile comprensione a molti. Libro da leggere con attenzione e che secondo molti non dovrebbe mancare nella libreria di nessun cristiano ortodosso alla ricerca di spunti per l’ortoprassi quotidiana. 

Prima Pietra per la costruzione della Chiesa

 

UNA DOMENICA CARICA DI SIGNIFICATI SPIRITUALI E SIMBOLOGICI CHE  SEGNA UN NUOVO INIZIO

 

Molte volte nella nostra comunità ci siamo sforzati di spiegare che quando si ha fede in Dio e nella sua Santa Chiesa Ortodossa e Universale nulla accade per caso. Mi spiego meglio Nella predica di questa Domenica è stato ribadito come il processo che porta all’aumento del nostro orgoglio porta alla mancanza di perdono. Quando non si perdonano le offese subite e quando non si comunica con Dio i rapporti con il prossimo diventano come privi di parti essenziali nella comunicazione stessa. Il secondo passaggio è conseguenza di questa mancanza di comunicazione , la fine prematura di tanti rapporti. Tutti questi passaggi sono comunque conseguenze di questa mancanza di fede che questo contesto sta vivendo. Questa mancanza di fede ci porta ad essere dei morti che camminano, in un mondo del quale non si capisce più il senso stretto e finale. Stretto e finale? Si , quella che i teologi chiamano escatologia. Ovvero se si vive dopo la morte fisica. Ebbene senza Cristo che ha vinto la morte,la morte è odiata e solo in Cristo si vince la morte. Il clima di morte è espresso in una parola , tanatofilia. Padre Petru ha lanciato questo ammonimento chiaro e semplice : “ Svegliatevi !”. Sia chiaro non voleva essere il solito messaggio neo protestante che in quel caso siginifica aprite i portafogli. Non significava neanche un messaggio inneggiante a vivere la vita ovvero a godere di tutti i beni terreni in modo sfrenato. Questo pensisero si chiama in due modi sui quali torneremo il più conosciuto è edonismo. Significa un aspetto ben più semplice ma complesso per molti per ciò che concerne la vita quotidiana. Torniamo ad avere fede Cristo ! Torniamo ad essere veri cristiani, torniamo ad essere veri e sinceri imitatori di Cristo. Come? Tornando ad amare il prossimo divenendo imitatori di Cristo stesso perdonando. E’solo perdonando il prossimo e fuggendo dai nostri peccati che diverremo imitatori di Cristo. Imitatori di Cristo come Cristo perdonò i suoi carnefici sulla croce. Imitatori nel perdono e in altri aspetti sui quali torneremo. In questa stessa Domenica la comunità si è stretta attorno ai suoi padri in un momento di fede molto intimo. Si è posta la prima pietra per la costruzione della chiesa fisica che sorgerà a San Lorenzo. La posa della prima pietra detta quadrangolare è stato preceduta da un’ufficio nel quale si è pregato intensamente affinchè questa prima pietra diventi una pietra non solo fisica ma il primo pilastro di una comunità dove regnerà l’amore e il perdono. Oltre alla pietra , aspetto simbologico di quella che nella storia è diventata la chiesa dopo che i discepoli ed evangelisti avrebbero dovuto subire l’allontanamento dalle sinanoghe come erano stati ammoniti da Nostro Signore Gesù Cristo stesso. Si è posto nella terra un altro simbolo, una croce. Simbolo di noi cristiani, simbolo di redenzione dal peccato e di liberazione dal peccato stesso. Simbolo in questo caso di un nuovo inizio, simbolo anche di speranza per il futuro di fede e di opere spirituali che attendono la nostra comunità Simbolo di sforzo , impegno missionario e zelo. Perchè sforzo missionario? Osservando le foto che abbiamo nel sito stesso noterete come la croce sia una croce ortodossa. Ebbene non parliamo quindi di una croce nuda o che ricorda solo la sofferenza di Nostro Signore Gesù Cristo. L’agnello di Dio sulla croce è sereno , sereno e consapevole di compiere ciò che il Padre aveva indicato. Oltre a ciò è presente una sbarra nella parte inferiore della croce che pende verso destra. Questa sbarra pende dalla parte del buon ladrone il quale chiese a Cristo perdono per i propri peccati venendo perdonato da Cristo stesso. Questo è un aspetto della nostra missione continuare a far conoscere l’ortodossia nei suoi vari aspetti ed esempi. Zelo perche? Le tentazioni e i momenti nei quali verremo tentati non mancheranno è solo se saremo zelanti ovvero perseveranti nelle preghiere che salveremo dal peccato e dalla morte spirituale molte persone e anime. Zelo ed esempio che in questo periodo storico di morte non deve mai venire a mancare. In seguito alla preghiera i fedeli si sono intrattenuti in un agape fraterno. Molto intimo come momento al quale sono seguiti gli sguardi e le domande di alcuni abitanti della zona incuriositi da vedere ancora dei prelati indossare una tonaca e vedere ancora una comunità un gruppo di fedeli raccolti attorno ad una croce. Un altro momento dalla grande carica emotiva è stato l’arrivo di una donna ucraina richiamata dai colori della sua bandiera. Persona che colta dall’entusiasmo di vedere una sorgente presenza ortodossa ha domandato dove ci trovassimo al momento ed ha ricordato come in futuro spera di poter vivere la fede in questa comunità stessa. Questa testimonianza ricorda come siamo ortodossi e che i nostri riferimenti culturali ed etinici siano provenienti da altri paesi ma come in fondo siamo missione. Noi siamo e vogliamo creare un futuro per tutti coloro i quali adesso non hanno ancora trovato un proprio riferimento e di come anche sociologicamente i rapporti tra ortodossi di nascita ed ortodossi italiani possano essere di crescita comune nella fede e nell’amore di Cristo stesso e della sua chiesa. Insomma abbiamo vissuto una prova ed un esempio di speranza nel futuro della nostra missione. Per la quale preghiamo e speriamo ci sia un seguito di svariate attività pastorali e liturgiche.

Dio vi benedica ! 

“ Padre Sergio “

 Libro : “ Padre Sergio “ , a cura di N. Tolstoj

 Il romanzo è ambientato in Russia, in un’epoca ancora libera dalla virulenta campagna ateistica. Stepan è un giovane che vuole proseguire nella carriera militare, sembra che tutto lo porterà a continuare una vita di successo dove la mondanità è parte integrante di questa vita stessa. Durante questo periodo della sua vita intreccia una relazione sentimentale, si fidanza con una contessa. Accade però che un segreto confessato dalla sua stessa fidanzata lo ferirà nel profondo del suo cuore e della sua anima. Si sente perduto, quasi incapace ormai di essere parte integrante di quella società che aveva fino ad allora frequentato. Il dolore per quanto udito lo attanaglia e davvero lo induce a non sapere più come vivere. Le voci interiori lo portano a percepire che quanto ha vissuto fino ad adesso non è altro che un continuo e opprimente rumore che lo circonda. Da questa vita decide allora di fuggire, lascia tutto il mondo circostante e decide di entrare in monastero. In monastero riceverà la grazia di diventare Ieromonaco, ovvero monaco prete. Aldilà di questa grazia, decide di essere recluso. Si chiude insomma nella propria cella per anni, lì ha l’occasione di pregare incessantemente e meditare. Dopo anni di questa vita l’impatto con il mondo esterno del monastero gli farà capire di aver ricevuto dei doni spirituali. Questi doni si manifestano nella capacità di ascoltare e aiutare il prossimo. Il tempo passa e la fama di taumaturgo, ovvero di “medico e confessore delle anime sofferenti “ , si diffonde, parecchi vorranno recarsi in monastero presso di lui. Questo ennesimo cambiamento lo porterà ad essere ancora di fronte ad un bivio.

 La fuga che si ama in Occidente, la fuga che si cerca oggi

Diversi film e casi letterari parlano di fughe, di viaggi, di mete lontane e anche di fuga dal proprio vissuto. Fateci caso cari lettori, quante volte nel corso soprattutto di questi ultimi 40 anni ogni viaggio di cui si parla ha come minimo comune denominatore la droga o ogni tipo di sostanza alienante, o comunque la ricerca del piacere individuale? La risposta la sapete, senza cadere in moralistiche analisi, possiamo dire molti! Almeno fin quando erano i narratori a parlare di fughe e di viaggi c’era comunque un pallido tentativo di ricerca interiore. Negli ultimi anni tutti vogliono scappare o tutti vorrebbero. In molti dalla propria vecchiaia, e allora si parte per paesi dove il sesso a pagamento è meno costoso e le giovani ragazze si concedono facilmente. Altre persone specularmente sono in fuga dalle proprie forme cadenti, allora si parte dove mance consistenti possano attirare attenzioni ormai svanite in patria. Se questi sono gli aspetti più perniciosi e sordidi delle fughe di adesso, ce ne sono anche alcune che si colorano dei falsi colori del mito e dell’ideologia dirittoumanista. Quindi si parte a difendere in modo ignorante e superficiale le lotte che i potenti hanno deciso che debbano essere patrocinate. Insomma questi sono solo alcuni esempi squallidi ma in fondo, pensiamoci, i più diffusi. Queste fughe si sommano alle fughe in alcune località indiane alla ricerca di improbabili mete psichedeliche o pseudo interiori. Insomma nessuna delle mete in cui si vuole fuggire hanno per scopo quello di conoscere realmente noi stessi! Neanche tutta quella sottocultura mossa dalla destra militante italiana, che si muove per Santhiago di Compostela, lì si parte per ostentare la propria diversità e superiorità il tutto portando ad un vero e proprio rigurgito di orgoglio e inganno spirituale.

 

In questo libro si parla di altro, si fugge da un mondo che ha deluso il protagonista, una fuga per trovare quella semplicità e quel valore tanto difficile da difendere oggi, ovvero il silenzio. Si fugge con l’intento di chiedere perdono per le proprie colpe ma in fondo anche per allontanarsi da quanto si ritiene aver fatto di sbagliato e da quanto ha portato dolore. Si fugge e ci si chiude in stessi e si prega. Preghiera, questa sconosciuta. Si conosce ormai in Occidente il valore intrinseco delle preghiere altrui, possibilmente compiute in lingue che neanche si conoscono, come il sanscrito. Insomma tante, tante parole lunghe delle quali non si sa nulla, lo scopo dovrebbe essere simile ovvero trovare la pace interiore. Viene da chiedere e da chiedersi come questi poveri sradicati possano trovarla se neanche capiscono ciò che ripetono. Ebbene questo libro è un’esortazione alla ricerca della conoscenza di noi stessi con la preghiera. Non è di moda adesso, tutto è di moda purchè porti allo stordimento o all’idolatria di noi stessi. Si è così, ripetere solo la propria volontà ed imporla agli altri! Sarebbe meglio dire le proprie volontà, perché  questa solitudine tra atomi porta ad un ulteriore atomizzazione dell’individuo: questo ha come risultato il continuo rumore assordante di tante chiacchiere che si ripetono tra persone che non si ascoltano. Per tutte queste persone ma anche per coloro che vivono con apprensione quanto capita, consiglio la lettura di questo libro. In diversi Paesi ortodossi tra i quali l’Ucraina prima del matrimonio alcuni uomini vivono un periodo di distacco dai propri affetti, poi ci si sposa. Questo per la stessa ragione, conoscere se stessi per poter approcciare meglio il prossimo. La lettura di questo libro risulta scorrevole, lo si legge in poco tempo. Altri libri proporrò, questo risulta essere il più particolare, anche perché scritto da un autore che sicuramente non gode della fama di scrittore religioso. Nonostante ciò il lettore attento scoprirà che quanto narrato in questo libro verrà altresì vissuto dall’autore stesso. Libro che consiglio a tutti in particolare a colore che sognano e continuano a fantasticare su un’epoca che non hanno vissuto. Anche a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno desiderato estraniarsi dal rumore circostante per poter lavorare su stessi. Tutto questo è questo libro. Buona lettura!

Libro : “ I racconti di un pellegrino russo “

Come promesso durante lo scorso articolo ecco la presentazione di un libro che ha avuto l’onore di essere annoverato tra opere di narrativa patristica degne di essere paragonate all’occidentale opera delle confessioni di Agostino. Ebbene cari amici e fratelli parliamo dell’opera : “ I racconti di un pellegrino russo “ .La mia ferma speranza è che lo leggiate anche più di una volta soffermandovi su ogni particolare. Solo allora e se farete ciò vi sembrerà quasi che il libro stia parlando di voi e di ogni ricerca verso Dio che avete compiuto oppure che avreste voluto compiere nella vostra vita. Dove viviamo noi ovvero in Italia tanti viaggiano e ci raccontano delle proprie esperienze. Alcuni in modo discreto altri con il tipico modo che ci fu insegnato da decenni di cultura spazzatura urlando ai quattro venti ciò che si è visto cercando di anteporre le proprie esperienze e le proprie ricerche a quelle degli altri. La ricerca di Dio e di un altro carisma è di tutt’altra natura. Queste ricerche devono essere discrete , per ogni conquista non inorgoglirci.

Tante volte mi è capitato di incontrare persone che hanno il desiderio di viaggiare. Un viaggio che definisce un confine, una sorta di linea retta che divide in due o più parti a seconda delle esperienze vissute la vita di una o più persone. La letteratura su questo tema si è sprecata, ci sono viaggi il cui unico scopo è il nichilismo. Altri la cui meta iniziale è costituita da confini turistici pseudomistici. Questi confini, “casualmente”, molte volte sfociano nell’autodistruzione o nella morte delle persone. Altri viaggi sono quelli dei film all’italiana, in cui autori postadolescenziali come Muccino e compagnia cantante ripropongono i triti miti dell’adolescenza che passa e di un futuro sconosciuto. Belli davvero, belli questi viaggi, perchè sembrano discorsi sul nulla. Discorsi in cui tutto è vago e contenuto in un futuro sconosciuto e qualunquistico. Viaggi e libri scritti da persone imbevute di cultura statunitense di importazione, stile fast food. L’idea del viaggio è entrata nella mente di tanti e si fa fatica a contare le persone che diventano pellegrini alla volta dei luoghi santi dell’Occidente.

Personalmente mi è capitato di registrare molti racconti da parte di costoro. Mi colpisce il fatto che il ritorno, difficilmente porti ad una reale ascesi spirituale. Insomma, finisce il viaggio, che possiamo anche chiamare pellegrinaggio, e tutto pare poter tornare come prima… Strano. Ma allora perchè non iscriversi ad un’agenzia di trekking, in fondo a Santiago ci si può andare lo stesso senza citare un amore verso il Signore che nel reale non si prova. Insomma, il cuore perde sulla ragione di questi viaggi e la ragione è data in molti casi dal numero di chilometri che ogni giorno ognuno deve compiere per poter realmente dire: “Io c’ero”. Magari portare a casa dei souvenir – quindi ancora consumismo – e regali, ancora soldi e glorificazione dei soldi. L’aver visitato certi luoghi e fatto certe scelte mi ha cambiato la vita e sono in cammino, in fondo sono un pellegrino in una strada che mi porterà a voler raggiungere quella pace necessaria per poter essere d’esempio. Essere d’esempio nelle preghiere, essere d’esempio nella conoscenza e nella rettitudine con l’umiltà di chi è come il buon ladrone accanto al Salvatore.

Non nascondo che ciò possa disorientare, ciò che vorrei stimolare è far capire che un pellegrinaggio è stato e può essere diverso nei modi e negli scopi rispetto a come siamo abituati in Occidente. Oltre a ciò tanti chiedono: cosa leggere per capire? Un esempio all’interno di questa nostra rubrica lo abbiamo pubblicato ed è un esempio teologico. Si tratta di un caso di narrativa spirituale, di facile lettura: questo testo è diviso in due parti (o meglio macroparti) e sette racconti. Non è un racconto del viaggio fisico soltanto dal punto di vista del pellegrino ma anche di ciò che egli cerca con tutto il cuore. Il pellegrino cerca la preghiera costante e per ottenere questo dono si affida ad un maestro, ad un padre spirituale che in russo si dice Starec, e nel frattempo continua la sua peregrinazione. Affascinano i riferimenti storici ed i luoghi attraversati. Si accenna ad eventi che, complice la cecità di alcuni degli Zar del passato e in particolare della zarina Caterina II, portarono allo scisma degli Antichi Credenti. Su costoro non voglio dilungarmi, ci sarà modo di spiegare fatti storici in modo approfondito in nuove riflessioni. Ad ogni modo, è bellissimo per ognuno avere la possibilità di compiere un pellegrinaggio. Un’esortazione: non siate orgogliosi e lasciatevi guidare. Fate in modo che qualcuno fisicamente, con la propria presenza, e qualcuno spiritualmente vi guidino. Qualora trovaste tutte e due le componenti per una buona partenza incamminatevi, camminate e pregate. La vostra preghiera non è incompatibile con il viaggio che farete e se le vostre intenzioni saranno buone, i primi ad accorgervi saranno i vostri amici e i vostri cari. Se non farete ciò sarete incoerenti al limite vi troveranno dimagriti.

RECENSIONE DEL LIBRO DI LUCIO COCO , “ In viaggio “ , per andare verso se stessi

Recentemente la nostra comunità ha compiuto un pellegrinaggio.Ebbene si , a differenza ti tante persone che abitano nelle nostre terre e che bramano solo idee di viaggi edonistici noi siamo andati in cerca di un rinnovato rapporto tra noi stessi e Dio. Il tutto sembra esagerato , se pensiamo però ai modelli culturali degli ultimi trentanni in Italia vediamo solo alcuni tipi di riferimenti per ciò che concernono i viaggi. Conosciamo viaggi esotici , mete lontane , turismo edonistico e addirittura turismo legati a perversioni di vario genere. Tutti questi spostamenti vengono descritti e tollerati e talvolta anche esaltati dalla mentalità mainstream televisiva. Non mancano poi i riferimenti cinematografici che possano testimoniare il nostro pensiero. Tutto ciò che riguarda la fede viene considerato come un arnese di un passato che si preferisce dimenticare. Al limite si può compiere un pellegrinaggio in luoghi decantati dalla televisione dove la fede diventa spettacolaristica.

Tutto viene urlato laggiù , tutto e molto viene esaltato fino allo svilimento , tutto ciò per la stessa ragione; in fondo tutto ciò fa comodo , è comodo pensare che la fede sia composta da urla dissennata e commercio. In fondo se la fede fosse solo questo diviene molto più facile per coloro che non credono e che avversano la fede cristiana deridere la nostra fede e predicare valori edonistici. In ogni caso dove e quando in occidente viene ricordata l’importanza della ricerca della preghiera costante e di lasciare ampi spazi di tempo anche durante un pellegrinaggio al silenzio? Quante volte ci viene ricordato che un viaggio se non è accompagnato da una minuziosa ricerca interiore nel proprio rapporto con Dio e da un tentativo di fuggire il proprio egoismo non porta alcun frutto ? Tanti sono gli esempi di pseudo pellegrini occidentali , tanti delusi da mancate gioie che compiono il cammino di Santiago ad esempio.

Ebbene se non c’è un sforzo anche magari minimo ad abbandonare parti negative ed egoiste di se stessi come si può credere di aver migliorato il proprio rapporto con Dio e con se stessi? E’ sicuramente una domanda retorica , in fondo se negli anni in cui filosofi come Huxley ed altri epigoni della psichedelia si esaltavano i viaggi in India adesso la parte politica culturale che ha avversato tutto ciò contempla miti di luoghi medievali. Ebbeni si li contempla e viene da pensare che li contempli molto male. In fondo cerchiamo di essere indulgenti un viaggio verso se stessi se non è accompagnato da una benedizione e da qualcuno che ci abbia seguito durante tutto il nostro percorso non ha senso. In fondo non è facile trovare padri spirituali in occidente e i risultati si vedono……… noi come comunità abbiamo avuto questa possibilità , contenti e pieni di speranza in seguito a questa nostra esperienza vogliamo donare a tutti coloro che leggono il nostro blog la possibilità di capire cosa sia per noi un viaggio e di come i riferimenti dei santi padri siano molteplici.

Ebbene siamo però consapevoli anche in seguito proprio al pellegrinaggio che abbiamo compiuto che ogni atto spirituale e ogni sforzo vada compiuto per gradi ma in modo sistematico. Mi spiego meglio di recente un monaco dalla incredibile e maestosa aurea spirituale ci ricordò di come noi fossimo simili a dei bambini da educare. La sua esortazione non era negativa , veniamo da un contesto secolarizzato dove qualora ci sia Dio è o nascosto in televisione o nei libri urlati da alcuni predicatori. Quindi per arrivare alla vera felicità che ci è data dalla preghiera costante occorre essere costante ma con  un passo per volta assieme al consenso del nostro padre spirituale. Questo pensiero cosa c’entra con questa recensione vi chiederete. Ebbene questo piccolo libro rappresenta un piccolo assaggio di un libro che presenterò in seguito in modo da rendere più semplice e più gradita la lettura che seguirà.

Mi auguro che siate pazienti e che soprattutto capiate come certi insegnamenti se ascoltati ci cambino e cambino anche il modo di presentare libri ed indicazioni per ognuno tra coloro che ci seguono. Il pregio di questo libro è di raccogliere frammenti di opere diverse sia da coloro che fanno parte della patristica occidentale sia da autori ortodossi e ad anche alcuni autori precristiani. Il tutto per darvi un’idea di come comunque avesse un significato davvero nobile e di ricerca il viaggio per ciò che concerne il passato. Sta a voi capire a chi noi ci ispiriamo.

La fede ortodossa ci porta sempre alla ricerca della deificazione , questo processo vissuto quando viene acquisito lo Spirito Santo si può vivere anche iniziando il proprio cammino di conversione con un meraviglioso viaggio. Ricordiamoci e capiamo e se leggeremo questo libretto capiremo di come poco serva come materiale per compire un viaggio per ottenere merci spirituali. Quando davvero crediamo e capiamo di essere di passaggio in questo mondo , capiremo allora come se vogliamo davvero cambiare bastano pochi oggetti e tanta voglia di spostarsi per ascendere liberandosi dalle ancore dell’orgoglio e di tanti altri demoni che albergano nel nostro cuore.

Ebbene tutte queste indicazioni e questi riferimenti li troverete in questo libro , piccole sintesi che hanno il pregio di aprire non solo la nostra mente ma anche di aprire il nostro cuore alla necessità di un nuovo viaggio alla ricerca del rapporto tra noi stessi e Dio. Ebbene si , quando si ha visto la bellezza spirituale di certi luoghi santi capiremo cosa necessitiamo e al medesimo tempo capiremo come molte persone se non conoscono realmente se stessi è come se in fondo non avessero mai compiuto un viaggio. Cosa aggiungere ancora ? Buona lettura e restate in trepidante attesa della prossima recensione che completerà quanto accennato .