Rivista "Ο ζήλος - lo Zelo"

“ Padre Sergio “

 Libro : “ Padre Sergio “ , a cura di N. Tolstoj

 Il romanzo è ambientato in Russia, in un’epoca ancora libera dalla virulenta campagna ateistica. Stepan è un giovane che vuole proseguire nella carriera militare, sembra che tutto lo porterà a continuare una vita di successo dove la mondanità è parte integrante di questa vita stessa. Durante questo periodo della sua vita intreccia una relazione sentimentale, si fidanza con una contessa. Accade però che un segreto confessato dalla sua stessa fidanzata lo ferirà nel profondo del suo cuore e della sua anima. Si sente perduto, quasi incapace ormai di essere parte integrante di quella società che aveva fino ad allora frequentato. Il dolore per quanto udito lo attanaglia e davvero lo induce a non sapere più come vivere. Le voci interiori lo portano a percepire che quanto ha vissuto fino ad adesso non è altro che un continuo e opprimente rumore che lo circonda. Da questa vita decide allora di fuggire, lascia tutto il mondo circostante e decide di entrare in monastero. In monastero riceverà la grazia di diventare Ieromonaco, ovvero monaco prete. Aldilà di questa grazia, decide di essere recluso. Si chiude insomma nella propria cella per anni, lì ha l’occasione di pregare incessantemente e meditare. Dopo anni di questa vita l’impatto con il mondo esterno del monastero gli farà capire di aver ricevuto dei doni spirituali. Questi doni si manifestano nella capacità di ascoltare e aiutare il prossimo. Il tempo passa e la fama di taumaturgo, ovvero di “medico e confessore delle anime sofferenti “ , si diffonde, parecchi vorranno recarsi in monastero presso di lui. Questo ennesimo cambiamento lo porterà ad essere ancora di fronte ad un bivio.

 La fuga che si ama in Occidente, la fuga che si cerca oggi

Diversi film e casi letterari parlano di fughe, di viaggi, di mete lontane e anche di fuga dal proprio vissuto. Fateci caso cari lettori, quante volte nel corso soprattutto di questi ultimi 40 anni ogni viaggio di cui si parla ha come minimo comune denominatore la droga o ogni tipo di sostanza alienante, o comunque la ricerca del piacere individuale? La risposta la sapete, senza cadere in moralistiche analisi, possiamo dire molti! Almeno fin quando erano i narratori a parlare di fughe e di viaggi c’era comunque un pallido tentativo di ricerca interiore. Negli ultimi anni tutti vogliono scappare o tutti vorrebbero. In molti dalla propria vecchiaia, e allora si parte per paesi dove il sesso a pagamento è meno costoso e le giovani ragazze si concedono facilmente. Altre persone specularmente sono in fuga dalle proprie forme cadenti, allora si parte dove mance consistenti possano attirare attenzioni ormai svanite in patria. Se questi sono gli aspetti più perniciosi e sordidi delle fughe di adesso, ce ne sono anche alcune che si colorano dei falsi colori del mito e dell’ideologia dirittoumanista. Quindi si parte a difendere in modo ignorante e superficiale le lotte che i potenti hanno deciso che debbano essere patrocinate. Insomma questi sono solo alcuni esempi squallidi ma in fondo, pensiamoci, i più diffusi. Queste fughe si sommano alle fughe in alcune località indiane alla ricerca di improbabili mete psichedeliche o pseudo interiori. Insomma nessuna delle mete in cui si vuole fuggire hanno per scopo quello di conoscere realmente noi stessi! Neanche tutta quella sottocultura mossa dalla destra militante italiana, che si muove per Santhiago di Compostela, lì si parte per ostentare la propria diversità e superiorità il tutto portando ad un vero e proprio rigurgito di orgoglio e inganno spirituale.

 

In questo libro si parla di altro, si fugge da un mondo che ha deluso il protagonista, una fuga per trovare quella semplicità e quel valore tanto difficile da difendere oggi, ovvero il silenzio. Si fugge con l’intento di chiedere perdono per le proprie colpe ma in fondo anche per allontanarsi da quanto si ritiene aver fatto di sbagliato e da quanto ha portato dolore. Si fugge e ci si chiude in stessi e si prega. Preghiera, questa sconosciuta. Si conosce ormai in Occidente il valore intrinseco delle preghiere altrui, possibilmente compiute in lingue che neanche si conoscono, come il sanscrito. Insomma tante, tante parole lunghe delle quali non si sa nulla, lo scopo dovrebbe essere simile ovvero trovare la pace interiore. Viene da chiedere e da chiedersi come questi poveri sradicati possano trovarla se neanche capiscono ciò che ripetono. Ebbene questo libro è un’esortazione alla ricerca della conoscenza di noi stessi con la preghiera. Non è di moda adesso, tutto è di moda purchè porti allo stordimento o all’idolatria di noi stessi. Si è così, ripetere solo la propria volontà ed imporla agli altri! Sarebbe meglio dire le proprie volontà, perché  questa solitudine tra atomi porta ad un ulteriore atomizzazione dell’individuo: questo ha come risultato il continuo rumore assordante di tante chiacchiere che si ripetono tra persone che non si ascoltano. Per tutte queste persone ma anche per coloro che vivono con apprensione quanto capita, consiglio la lettura di questo libro. In diversi Paesi ortodossi tra i quali l’Ucraina prima del matrimonio alcuni uomini vivono un periodo di distacco dai propri affetti, poi ci si sposa. Questo per la stessa ragione, conoscere se stessi per poter approcciare meglio il prossimo. La lettura di questo libro risulta scorrevole, lo si legge in poco tempo. Altri libri proporrò, questo risulta essere il più particolare, anche perché scritto da un autore che sicuramente non gode della fama di scrittore religioso. Nonostante ciò il lettore attento scoprirà che quanto narrato in questo libro verrà altresì vissuto dall’autore stesso. Libro che consiglio a tutti in particolare a colore che sognano e continuano a fantasticare su un’epoca che non hanno vissuto. Anche a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno desiderato estraniarsi dal rumore circostante per poter lavorare su stessi. Tutto questo è questo libro. Buona lettura!

Libro : “ I racconti di un pellegrino russo “

Come promesso durante lo scorso articolo ecco la presentazione di un libro che ha avuto l’onore di essere annoverato tra opere di narrativa patristica degne di essere paragonate all’occidentale opera delle confessioni di Agostino. Ebbene cari amici e fratelli parliamo dell’opera : “ I racconti di un pellegrino russo “ .La mia ferma speranza è che lo leggiate anche più di una volta soffermandovi su ogni particolare. Solo allora e se farete ciò vi sembrerà quasi che il libro stia parlando di voi e di ogni ricerca verso Dio che avete compiuto oppure che avreste voluto compiere nella vostra vita. Dove viviamo noi ovvero in Italia tanti viaggiano e ci raccontano delle proprie esperienze. Alcuni in modo discreto altri con il tipico modo che ci fu insegnato da decenni di cultura spazzatura urlando ai quattro venti ciò che si è visto cercando di anteporre le proprie esperienze e le proprie ricerche a quelle degli altri. La ricerca di Dio e di un altro carisma è di tutt’altra natura. Queste ricerche devono essere discrete , per ogni conquista non inorgoglirci.

Tante volte mi è capitato di incontrare persone che hanno il desiderio di viaggiare. Un viaggio che definisce un confine, una sorta di linea retta che divide in due o più parti a seconda delle esperienze vissute la vita di una o più persone. La letteratura su questo tema si è sprecata, ci sono viaggi il cui unico scopo è il nichilismo. Altri la cui meta iniziale è costituita da confini turistici pseudomistici. Questi confini, “casualmente”, molte volte sfociano nell’autodistruzione o nella morte delle persone. Altri viaggi sono quelli dei film all’italiana, in cui autori postadolescenziali come Muccino e compagnia cantante ripropongono i triti miti dell’adolescenza che passa e di un futuro sconosciuto. Belli davvero, belli questi viaggi, perchè sembrano discorsi sul nulla. Discorsi in cui tutto è vago e contenuto in un futuro sconosciuto e qualunquistico. Viaggi e libri scritti da persone imbevute di cultura statunitense di importazione, stile fast food. L’idea del viaggio è entrata nella mente di tanti e si fa fatica a contare le persone che diventano pellegrini alla volta dei luoghi santi dell’Occidente.

Personalmente mi è capitato di registrare molti racconti da parte di costoro. Mi colpisce il fatto che il ritorno, difficilmente porti ad una reale ascesi spirituale. Insomma, finisce il viaggio, che possiamo anche chiamare pellegrinaggio, e tutto pare poter tornare come prima… Strano. Ma allora perchè non iscriversi ad un’agenzia di trekking, in fondo a Santiago ci si può andare lo stesso senza citare un amore verso il Signore che nel reale non si prova. Insomma, il cuore perde sulla ragione di questi viaggi e la ragione è data in molti casi dal numero di chilometri che ogni giorno ognuno deve compiere per poter realmente dire: “Io c’ero”. Magari portare a casa dei souvenir – quindi ancora consumismo – e regali, ancora soldi e glorificazione dei soldi. L’aver visitato certi luoghi e fatto certe scelte mi ha cambiato la vita e sono in cammino, in fondo sono un pellegrino in una strada che mi porterà a voler raggiungere quella pace necessaria per poter essere d’esempio. Essere d’esempio nelle preghiere, essere d’esempio nella conoscenza e nella rettitudine con l’umiltà di chi è come il buon ladrone accanto al Salvatore.

Non nascondo che ciò possa disorientare, ciò che vorrei stimolare è far capire che un pellegrinaggio è stato e può essere diverso nei modi e negli scopi rispetto a come siamo abituati in Occidente. Oltre a ciò tanti chiedono: cosa leggere per capire? Un esempio all’interno di questa nostra rubrica lo abbiamo pubblicato ed è un esempio teologico. Si tratta di un caso di narrativa spirituale, di facile lettura: questo testo è diviso in due parti (o meglio macroparti) e sette racconti. Non è un racconto del viaggio fisico soltanto dal punto di vista del pellegrino ma anche di ciò che egli cerca con tutto il cuore. Il pellegrino cerca la preghiera costante e per ottenere questo dono si affida ad un maestro, ad un padre spirituale che in russo si dice Starec, e nel frattempo continua la sua peregrinazione. Affascinano i riferimenti storici ed i luoghi attraversati. Si accenna ad eventi che, complice la cecità di alcuni degli Zar del passato e in particolare della zarina Caterina II, portarono allo scisma degli Antichi Credenti. Su costoro non voglio dilungarmi, ci sarà modo di spiegare fatti storici in modo approfondito in nuove riflessioni. Ad ogni modo, è bellissimo per ognuno avere la possibilità di compiere un pellegrinaggio. Un’esortazione: non siate orgogliosi e lasciatevi guidare. Fate in modo che qualcuno fisicamente, con la propria presenza, e qualcuno spiritualmente vi guidino. Qualora trovaste tutte e due le componenti per una buona partenza incamminatevi, camminate e pregate. La vostra preghiera non è incompatibile con il viaggio che farete e se le vostre intenzioni saranno buone, i primi ad accorgervi saranno i vostri amici e i vostri cari. Se non farete ciò sarete incoerenti al limite vi troveranno dimagriti.

RECENSIONE DEL LIBRO DI LUCIO COCO , “ In viaggio “ , per andare verso se stessi

Recentemente la nostra comunità ha compiuto un pellegrinaggio.Ebbene si , a differenza ti tante persone che abitano nelle nostre terre e che bramano solo idee di viaggi edonistici noi siamo andati in cerca di un rinnovato rapporto tra noi stessi e Dio. Il tutto sembra esagerato , se pensiamo però ai modelli culturali degli ultimi trentanni in Italia vediamo solo alcuni tipi di riferimenti per ciò che concernono i viaggi. Conosciamo viaggi esotici , mete lontane , turismo edonistico e addirittura turismo legati a perversioni di vario genere. Tutti questi spostamenti vengono descritti e tollerati e talvolta anche esaltati dalla mentalità mainstream televisiva. Non mancano poi i riferimenti cinematografici che possano testimoniare il nostro pensiero. Tutto ciò che riguarda la fede viene considerato come un arnese di un passato che si preferisce dimenticare. Al limite si può compiere un pellegrinaggio in luoghi decantati dalla televisione dove la fede diventa spettacolaristica.

Tutto viene urlato laggiù , tutto e molto viene esaltato fino allo svilimento , tutto ciò per la stessa ragione; in fondo tutto ciò fa comodo , è comodo pensare che la fede sia composta da urla dissennata e commercio. In fondo se la fede fosse solo questo diviene molto più facile per coloro che non credono e che avversano la fede cristiana deridere la nostra fede e predicare valori edonistici. In ogni caso dove e quando in occidente viene ricordata l’importanza della ricerca della preghiera costante e di lasciare ampi spazi di tempo anche durante un pellegrinaggio al silenzio? Quante volte ci viene ricordato che un viaggio se non è accompagnato da una minuziosa ricerca interiore nel proprio rapporto con Dio e da un tentativo di fuggire il proprio egoismo non porta alcun frutto ? Tanti sono gli esempi di pseudo pellegrini occidentali , tanti delusi da mancate gioie che compiono il cammino di Santiago ad esempio.

Ebbene se non c’è un sforzo anche magari minimo ad abbandonare parti negative ed egoiste di se stessi come si può credere di aver migliorato il proprio rapporto con Dio e con se stessi? E’ sicuramente una domanda retorica , in fondo se negli anni in cui filosofi come Huxley ed altri epigoni della psichedelia si esaltavano i viaggi in India adesso la parte politica culturale che ha avversato tutto ciò contempla miti di luoghi medievali. Ebbeni si li contempla e viene da pensare che li contempli molto male. In fondo cerchiamo di essere indulgenti un viaggio verso se stessi se non è accompagnato da una benedizione e da qualcuno che ci abbia seguito durante tutto il nostro percorso non ha senso. In fondo non è facile trovare padri spirituali in occidente e i risultati si vedono……… noi come comunità abbiamo avuto questa possibilità , contenti e pieni di speranza in seguito a questa nostra esperienza vogliamo donare a tutti coloro che leggono il nostro blog la possibilità di capire cosa sia per noi un viaggio e di come i riferimenti dei santi padri siano molteplici.

Ebbene siamo però consapevoli anche in seguito proprio al pellegrinaggio che abbiamo compiuto che ogni atto spirituale e ogni sforzo vada compiuto per gradi ma in modo sistematico. Mi spiego meglio di recente un monaco dalla incredibile e maestosa aurea spirituale ci ricordò di come noi fossimo simili a dei bambini da educare. La sua esortazione non era negativa , veniamo da un contesto secolarizzato dove qualora ci sia Dio è o nascosto in televisione o nei libri urlati da alcuni predicatori. Quindi per arrivare alla vera felicità che ci è data dalla preghiera costante occorre essere costante ma con  un passo per volta assieme al consenso del nostro padre spirituale. Questo pensiero cosa c’entra con questa recensione vi chiederete. Ebbene questo piccolo libro rappresenta un piccolo assaggio di un libro che presenterò in seguito in modo da rendere più semplice e più gradita la lettura che seguirà.

Mi auguro che siate pazienti e che soprattutto capiate come certi insegnamenti se ascoltati ci cambino e cambino anche il modo di presentare libri ed indicazioni per ognuno tra coloro che ci seguono. Il pregio di questo libro è di raccogliere frammenti di opere diverse sia da coloro che fanno parte della patristica occidentale sia da autori ortodossi e ad anche alcuni autori precristiani. Il tutto per darvi un’idea di come comunque avesse un significato davvero nobile e di ricerca il viaggio per ciò che concerne il passato. Sta a voi capire a chi noi ci ispiriamo.

La fede ortodossa ci porta sempre alla ricerca della deificazione , questo processo vissuto quando viene acquisito lo Spirito Santo si può vivere anche iniziando il proprio cammino di conversione con un meraviglioso viaggio. Ricordiamoci e capiamo e se leggeremo questo libretto capiremo di come poco serva come materiale per compire un viaggio per ottenere merci spirituali. Quando davvero crediamo e capiamo di essere di passaggio in questo mondo , capiremo allora come se vogliamo davvero cambiare bastano pochi oggetti e tanta voglia di spostarsi per ascendere liberandosi dalle ancore dell’orgoglio e di tanti altri demoni che albergano nel nostro cuore.

Ebbene tutte queste indicazioni e questi riferimenti li troverete in questo libro , piccole sintesi che hanno il pregio di aprire non solo la nostra mente ma anche di aprire il nostro cuore alla necessità di un nuovo viaggio alla ricerca del rapporto tra noi stessi e Dio. Ebbene si , quando si ha visto la bellezza spirituale di certi luoghi santi capiremo cosa necessitiamo e al medesimo tempo capiremo come molte persone se non conoscono realmente se stessi è come se in fondo non avessero mai compiuto un viaggio. Cosa aggiungere ancora ? Buona lettura e restate in trepidante attesa della prossima recensione che completerà quanto accennato .

Un Manuale che non deve mancare a nessun cristiano ortodosso

 MANUALE PRATICO DI PREGHIERA

  

 Una sintesi comprensibile a tutti dell’ortoprassi ortodossa

 

 

 

Tante volte è capitato dover spiegare e rispiegare da dove partire per conoscere la fede ortodossa . Sembra quasi che talvolta non cerchiamo altro se non ripartire a spiegare e rispiegare da dove partire a conoscere . Questo sarà dovuto a svariate ragioni . Alcuni cercano e trovano nell’ortodossia la vera e pura tradizione cristiana . Altri cercano un rapporto più profondo con Dio tramite la preghiera . Altri ancora ne sono affascinati dalle icone . Ebbene anche per costoro sapremo dare consigli su come partire a leggere una guida per la comprensione delle icone stesse . Detto ciò , serve a molti un sunto per iniziare a conoscere una realtà . Padre Alessandro Men , noto sacerdote russo ci ha lasciato quest’opera sintetica . La compilò diversi anni fa per l’esattezza nel ed è stata tradotta in italiano per la casa editrice Nova Millennium Romae .

        Padre Alessandro non si è lasciato andare nel corso degli anni della sua attività pastorale ad un piagnisteo continuo e soffocante su come fossero belli i tempi passati . Si è dedicato nel corso della sua vita ad una doppia attività pastorale . In che senso doppia , la risposta è presto lasciata . Molto spesso si imputa alla Chiesa Ortodossa di non aver creato altro che dei ghetti liturgici . Mi spiego meglio si tende a sintetizzare l’attività pastorale della chiesa ortodossa nell’assicurare una regolarità nei servizi liturgici . Questi detrattori imputano alla Chiesa Ortodossa la mancanza di un insegnamento catechetico imputabile al fatto che molti fedeli non conoscano le sacre scritture ma conoscano bene solo le orazioni e riducano la fede ad una ricerca di guarigione taumaturgica . Padre Alessandro operando in un contesto quale l’ Unione Sovietica si rese forse conto del fatto che fosse importante oltre all’attività liturgica  , una forte e importante attività pastorale catechetica . In altri termini ricominciare a spiegare alle vittime dell’ateismo come si pregasse , il significato dei gesti che si compiono quando si prega . Questo per un aspetto , allo stesso tempo compì come padre spirituale un’attività che si compiva ai primi tempi delle missioni cristiane . Si riuniva nelle case private dei fedeli per leggere insieme a loro la Bibbia affinchè la potessero capire insieme a lui .Questa sua attività pastorale di instancabile annunciatore e divulgatore del Santo Vangelo lo portava a conversare con persone dalle differenti estrazioni sociali e culturali con la medesima umiltà . Un vero esempio di duttilità pastorale e anche di desiderio di affrontare questo compito con devozione e spirito di sacrificio . Non si lasciò mai andare nel corso della sua attività pastorale , il messaggio che ci lasciò poco prima della sua morte fu di speranza . La ferma speranza che in fondo il cristianesimo fosse appena cominciato . La sua morte avvenne il 9 Novembre 1990 , non si risalì mai al suo assassino , morì ucciso da uno sconosciuto mentre si recava a celebrare la Divina Liturgia . Ebbene in questo libro c’è una sintesi di tutto ciò che un cristiano ortodosso dovrebbe conoscere , in lingua italiana oltretutto . Non voglio lasciarmi andare ad ulteriori piagnistei non sarebbero degni della figura di Padre Alessandro né tantomeno di chi umilmente gli rende omaggio . In Italia poco è stato stampato sulla fede ortodossa , nemmeno la Bibbia in versione dei settante . Anche opere sicuramente meno importanti non sono mai state stampate , la ragione è sempre quella , la vulgata vuole che l’Italia sia la terra del papa . Quindi nulla o poco si deve sapere e deve essere associato a qualcosa di lontano ed esotico altrimenti è un vero pericolo ….. Ebbene Padre Alessandro e il suo libro daranno un ‘ idea iniziale di tutti gli aspetti della preghiera ma anche di molti aspetti dell’ortoprassi ovvero il giusto modo di comportarsi nella vita di tutti i giorni che un cristiano ortodosso dovrebbe mantenere . In Occidente tra cui l’Italia abbiamo perso molto in termini di devozione ma anche di idea e prassi di rinuncia e sacrifico . Tutto è improntato all’idea e alla prassi di vivere senza alcun tipo di impegno né tantomeno di sacrificio . Gli unici sacrifici imposti dalle nuove apocalittiche idolatrie sono improntate alla prassi di voler glorificare sé stessi come ad esempio accade nelle diete . E’ bizzarro che magari le stesse persone che si affannano per essere ad immagine e somiglianza dei nuovi idoli inorridiscano di fronte alla prospettiva di dover digiunare .

          Ebbene anche di fronte ad una prassi di questo tipo in questo libro viene spiegato in modo molto chiaro come svolgere e quali sono i gradi di digiuno in modo tale che qualsiasi persone capisca e possa essere in grado di adeguarsi se le ritiene opportuno . Insomma una lettura che arricchisce di conoscenza spirituale il lettore , un libro che può divenire un vero e proprio vademecum . Un libro semplice e dai concetti chiari e coincisi , insomma un grande insegnamento quanto mai attuale . Da comprare assolutamente , anche il prezzo per un libro così importante per affacciarsi alla conoscenza dell’ortodossia non è poi così alto . 10 Euro per assicurarsi una conoscenza che ben pochi padri spirituali ortodossi in Italia sono disposti a divulgare .

un libro che vale la pena leggere

UNA SOLA CARNE

 

        DI SUA EMINENZA MICHEL LAROCHE, METROPOLITA DI PARIGI E TUTTA LA FRANCIA

 

     Tante volte le persone e le copie che sentono la vocazione di vivere per il resto dei propri giorni insieme si rivolgono ai consigli delle parrocchie. Siamo in un paese perlopiù cattolico, talvolta quindi si recepiscono questi consigli come se provenissero da lontano. Quasi come se la fonte di coloro che vogliono aiutarci a vivere non siano in grado di capire davvero di che cosa si stia parlando. Questo può generare disagio o incomprensioni. Per svariate ragioni , sicuramente non tutte imputabili ai prelati. Il problema è un altro ,certi passaggi delle Sacre Scritture se vengono ripetuti e spiegati da coloro che vivono diversamente è come se producessero una cacofonia. Ovvero della sinfonia evangelica non resta che un sono distorto. E’ importante capire quali siano i i riferimenti storici per un cristiano e allo stesso tempo chi siano gli autori che hanno legiferato su tale argomento. Questo deve essere fondamentale , allo stesso tempo però come applicare questi precetti formulati da San Paolo alla vita comune quale è il loro significato profondo e soprattutto ripeto come trovare questo equilibrio tra rispetto degli insegnamenti dei padri della Chiesa e vita quotidiana? In fondo la via non è poi così diversa che per ogni prassi cercare e trovare equilibrio in Cristo. Bene , allora come fare? Questo libro scritto e pubblicato anche in italiano risulta essere prezioso. Prezioso perché viene compiuta un’opera di divulgazione che ha il merito di discernere il concetto di amore cristiano e quello di passione. Sembra un aspetto scontato ma non lo è. La scrittura poi è di facile comprensione adatta a divenire un valido supporto divulgativo. Ideali per ogni coppia che si appresti a vivere il proprio matrimonio. In cosa differisce allora quest’opera? Uno degli aspetti più significativi è che come ho spiegato ci sono riferimenti storici chiari. Riferimenti scritturali ed esempi di ortoprassi matrimoniale. Ovvero di come è meglio vivere anche per evitare di far cadere il proprio matrimonio nella monotonia che spinge verso la ricerca di altri lidi edonistici. Un altro aspetto fondamentale è che non si tratta di un volume scritto senza alcun tipo di riferimento empirico. L’autore è un Metropolita , bene, per chi non lo sapesse un Vescovo. Per anni è stato sposato, per la fede ortodossa i prelati possono sposarsi eccetto i monaci. Per coloro i quali poi in età avanzata o per ragioni comuni ad entrambi i coniugi si desideri ricevere l’abito monastico si può compiere insieme questa scelta. Immagino che questa sintetica spiegazione potrà scioccare molti. E’ bene però soffermarsi su un aspetto che ormai molti non capiscono neanche più bene cosa sia. L’aspetto che i coniugi siano  di comune accordo. Ebbene si se i coniugi divenuti una sola carne credono che sia il momento di dedicare la propria vita interamente alla preghiera si può compiere questo passaggio. E’ un passaggio che non tutti compiono ma che si può compiere dopo una vita in cui i coniugi sono davvero diventati come un’unica entità spirituale e non solo carnale. Tutto quanto ho sopra descritto non è estraneo all’autore. Leggendo questo libro se siete interessati all’argomento vi sembrerà come se l’autore stesso stia parlando con voi. Non con il solito e comune taglio dottorale e nemmeno come se ormai salito su un pulpito inizi a predicare. Rimane una scrittura e un modo di esprimersi di una persona di esperienza e che umilmente spiega come si può vivere in armonia e in amore in nome di Cristo. Tante volte tanti libri di altri autori insistono sul concetto di sottomissione. Ebbene non si può nascondere che questo concetto sia espresso ma quale è il significato di questo termine? Un termine di questo genere è difficile che possa essere compreso a giusto titolo e spiegato da chi in fondo non sa come sia la vita matrimoniale. E’ vero che le scritture non si interpretano ma si vivono , bene , diciamo che quando si respira la preghiera profonda e in più si vivono certe esperienze si ha la forza di saper spiegare e di essere esempi per coloro che hanno tante domande e tanti dilemmi. Questo è il pregio di questo libro , un’esperienza vissuta e spiegata a molti. Un’esperienza che non cade nel moralismo ipocrita di coloro che non conoscono. Un’esperienza che non riesce a cadere nei vizi che tanti mezzi di informazioni ci propugnano in continuazione , un’esperienza che appunto se vissuta in Cristo ci renderà ancora una volta a sua immagine e somiglianza. Ben altro esempio quindi siamo chiamati a vivere. Lontani quindi da ogni tipo di morale opportunista e stratificata tanto cara agli estblishment culturali post moderni. Siamo chiamati ad un altro tipo di sottomissione ben lontano da tradizioni che non ci appartengono e che non sono esempi per noi cristiani. Insomma tutto ciò capirete se avrete voglia di leggere questo libro che potrà diventare con facilità una sorta di vostro vademecum e di piccolo esame per capire se davvero ciò che vi apprestate a vivere sia giusto per voi.